Allarme Confartigianato Roma: con costi energia triplicati a rischio sopravvivenza di oltre mille imprese

Presidente Rotondo: Il comune - conclude - potrebbe intervenire con un'azione di sistema, magari sulla tassazione locale, ma purtroppo il problema, per essere affrontato seriamente, necessita di un'azione sovranazionale". 

(immagine di repertorio)

I costi dell’energia “senza contare gli aumenti delle materie prime, sono in media più che triplicati. Questo mette a rischio la sopravvivenza di oltre mille attività imprenditoriali, solo considerando quelle legate alla produzione e ristorazione. Lo dichiara in una nota Confartigianato Roma.

L’esplosione dei costi energetici e delle materie prime non è un problema delle ultime settimane ma dura ormai da diversi mesi – prosegue -. Con un inflazione che a Roma si colloca a +5,9 per cento rispetto allo 0,3 per cento di un anno fa, con un differenziale di +5,6 per cento, il record degli aumenti è per elettricità, gas e altri combustibili, che passano da -0,5 per cento a +26,5 per cento con un differenziale di +27 per cento. Non va meglio – prosegue Confartigianato Roma – per quanto riguarda le materie prime. La carenza di quelle provenienti dai paesi coinvolti nel conflitto ucraino (ferro, ghisa, acciaio, ghiaia, sabbia, argille, cereali e fertilizzanti) genera effetti sui prezzi dei prodotti in metallo, quelli per l’edilizia e della filiera agroalimentare. I prezzi dei fertilizzanti subiscono un +146,3 per cento, mentre i prezzi dei metalli di base sono saliti del 48,4 per cento e quelli dei cereali del 43,5 per cento.

Analizzando la realtà dell’artigianato romano – aggiunge Confartigianato Roma nella nota -, che supera le 66.300 imprese, l’aumento del costo delle commodities, condiziona prioritariamente, come è facile immaginare, un manifatturiero, già in forte crisi (legno, ferro, pelli, materie plastiche, stampa, tessile, ecc…) l’edilizia, l’autoriparazione, i trasporti, parte dei servizi, soprattutto quelli alla persona, e naturalmente la ristorazione artigiana (pasticcerie, pizzerie, cioccolaterie). Solo considerando le micro e piccole imprese, i settori manifatturieri energy intensive coinvolgono 969 imprese con 4.618 addetti. La carenza di materie prime coinvolge 34.173 imprese con 87.609 addetti. 10.452 sono le imprese colpite dal caro carburanti per 37.274 addetti. Per evitare l’eccessivo aumento dei prezzi che potrebbe compromettere la fidelizzazione della clientela, gli imprenditori stanno cercando di intervenire sui diversi fattori della produzione con l’obiettivo di mantenere sempre alta la qualità del prodotto/servizio. Ma non dobbiamo dimenticare – evidenzia Confartigianato Roma – l’alto costo del lavoro e il continuo procrastinarsi degli interventi sul cuneo fiscale; o l’emergenza idrica, che solo a Roma coinvolge 1.467 imprese artigiane con 3.790 addetti.

“Fermare l’attività, con immediate conseguenze sull’occupazione, o alzare i prezzi generando maggiore inflazione e l’inevitabile rallentamento dell’economia non sono la soluzione”, sottolinea il presidente di Confartigianato Roma, Andrea Rotondo. “Non lo è nemmeno l’aumento di sussidi pubblici con il conseguente appesantimento delle finanze nazionali”, aggiunge. Il comune – conclude – potrebbe intervenire con un’azione di sistema, magari sulla tassazione locale, ma purtroppo il problema, per essere affrontato seriamente, necessita di un’azione sovranazionale”.

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