Almaviva, Usb: 113 trasferimenti da Roma a Catania, ora sciopero

Sindacati: “il trasferimento è il tentativo di Almaviva di mascherarne il licenziamento”

L’Unione sindacale di base (Usb) ritiene “grave” la decisione dei Almaviva di trasferire da Roma alla sede di Catania, da domani, 113 lavoratori che si erano visti dare ragione dai tribunali nelle cause avviate dopo il licenziamento di 1.666 dipendenti il 29 dicembre 2016.

“Alle condanne Almaviva risponde ora con trasferimenti punitivi”, dice l’Usb che ha proclamato lo sciopero per tutto il personale a cui è stato comunicato il trasferimento presso la sede di Catania.

“Contestiamo con forza la decisione della proprietà Almaviva di ignorare tutti i dispositivi giudiziari, che l’hanno vista
condannata a reintegrare su Roma i lavoratori licenziati,
condanne inflitte per il carattere discriminatorio, illegittimo e
antisindacale della procedura di licenziamento – si legge in una nota – licenziamenti avviati dopo il rifiuto di sottoscrivere un accordo che tagliava i già magri stipendi, aumentava la
flessibilità e il controllo a distanza e posticipava i
licenziamenti di 3 mesi. Le motivazioni delle sentenze trovano
tristemente conferma nel trasferimento illegittimamente ingiunto in questi giorni ai 113 lavoratori.

Riteniamo palese che il trasferimento a Catania sia il tentativo
di Almaviva di mascherarne il licenziamento. Chiediamo il
rispetto dei dispositivi giudiziari e della relativa reintegra su
Roma. Sosteniamo che le potenzialità tecniche e le commesse, in buona parte statali, entrate nel portafoglio ordini di Almaviva fanno venir meno le ragioni stesse della procedura di trasferimento e dei licenziamenti”.

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