Ama: 19 milioni per 339 camion con tutti gli optional possibili

Le dotazioni supplementari potrebbero rivelarsi inutili per la poca collaborazione fra gli uffici e chi lavora sulle strade

All’Ama, la municipalizzata per la raccolta dell’immondizia,  hanno speso quasi 19 milioni di euro per riempire di optional 339 nuovi camioncini per la raccolta dei rifiuti, Che poi, viste le dimensioni (sono con massa totale a terra 2,2/2,3 tonnellate), vengono utilizzati dagli operai e dagli spazzini prevalentemente per il ritiro e il trasporto degli ingombranti (frigoriferi, mobili vecchi o materassi) o degli sfalci dell’erba.

Quasi mai per i bidoncini della differenziata porta a porta. Si, perché senza optional e ammennicoli ipertecnologici vari, il costo finale sarebbe stato la metà: in estrema sintesi, ognuno di questi mezzi comprati da Ama , un Porter di Piaggio, viene quotato intorno ai 25mila euro come prezzo base; addobbato di ogni diavoleria, invece, il prezzo finale è lievitato oltre i 50mila euro . Lo denuncia ‘Il Messaggero’ in un articolo molto dettagliato che rileva come sia stato pagato un prezzo doppio rispetto alle necessità.

II tutto in un’azienda che venerdì scorso ha visto la sua assemblea dei soci (cioè Roma Capitale) deliberare una ricapitalizzazione da 100 milioni di eur per evitare il fallimento.

Ama , si sa, ha scontato nell’ultimo ventennio una flotta di mezzi a dir bene obsoleto: fino a qualche anno fa l’età media era di 13,5 anni, con il risultato che ogni giorno un terzo degli “squaletti” e dei compattatori dovevano restare in officina per problemi di manutenzione, facendo saltare i giri di raccolta e lasciando i cassonetti pieni per strada.

L’amministratore unico Stefano Zaghis, capita l’antifona, ha provato a invertire la tendenza e ha iniziato a spendere per migliorare il servizio. Nel bilancio approvato per l’anno 2020 (che a differenza dei tre precedenti si è chiuso con un utile di 27.807.522 di euro) si legge che «il ringiovanimento della flotta aziendale permetterà una maggiore produttività nell’erogazione dei servizi di raccolta, raggiungendo la disponibilità del 75 per cento dei mezzi di raccolta e sostenendo minori costi per la loro manutenzione».

E soltanto per il primo semestre di quest’anno sono stati programmati l’arrivo di 150 nuovi compattatori a caricamento laterale e il completamento della fornitura di 120 automezzi a vasca per il porta a porta, la raccolta domiciliare.

Ma soprattutto quest’anno deve completarsi la consegna, in seguito a un bando del 2019, di 339 autocarri a due assi allestiti con attrezzatura e vasca ribaltabile con massa totale a terra 2,2/2,3 tonnellate. Totale della spesa prevista: 18.945.360 milioni di euro. Alla fine, e tra qualche contenzioso, hanno vinto la fornitura la Tecnoindustrie Merlo Spa e la Eco Service, che hanno dovuto anche dare una garanzia di 24 mesi. E molti mezzi sono già stati consegnati e sono stati già trasferiti nei deposito di via Romagnoli.

Ma come detto, forse per evitare i problemi del passato. Ama ha voluto il meglio e non ha lesinato su nulla: cioè nell’allestimento ha chiesto la portata del veicolo, il sistema supplementare di stazionamento completo nelle fasi operative del veicolo, il dispositivo di stabilità certa, la pulsantiera estraibile in cabina, quella estraibile lato posteriore destro con connettore elettrico, i sensori di parcheggio, la telecamera da posizionarsi nella zona posteriore del veicolo e relativo display in cabina da 7 pollici, gruppi ottici posteriori supplementari per garantire facilità di manovra entro un angolo di 45 gradi in ogni direzione.

E ancora catene da neve, dispositivo volta sacchi e quello alza volta cassonetti posteriore, però amovibile, con un sistema di fissaggio tramite sistemi di scorrimento, anziché, de) tipo a leva con impugnatura fino ai sistemi per controllaregli scarichi dei liquami e guaine flessibili di protezione su alcune tubazioni. Tutto questo, fondamentalmente, per andare a ritirare mobili ed elettrodomestici vecchi o raccogliere erba e rami appena tagliati.

Racconta a ‘Il Messaggero’ un dirigente dell’azienda: “È giusto sempre puntare al meglio che c’è sul mercato, ma tutti questi optional, per l’uso che ne facciamo, sono inutili ai fini del servizio e non sono richiesti in Italia da nessun’altra azienda su questi tipi di mezzi”. E conclude: “Speriamo di trovare il modo di utilizzarli per la raccolta domiciliare domestica e quella dei negozi. Forse dovrebbero parlarsi di più chi è in strada a fare la raccolta e quelli che sono dietro le scrivanie che fanno le commesse”.

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