Ama, lavoratori e sindacati in protesta. Sciopero 22 ottobre

Manifestazione in piazza Santi Apostoli dei lavoratori di Ama:"Scongiura sciopero è in mano a sindaca"

Manifestazione in piazza Santi Apostoli dei lavoratori di Ama, presenti anche alcuni dirigenti. Al centro delle proteste la mancata approvazione del bilancio di Ama e l’assenza della firma di Roma Capitale alla fidejussione con le banche verso la municipalizzata che permetterebbe il ripristino della linea di credito che garantisce le casse dell’azienda e, dunque, gli stipendi dei lavoratori.

Una delegazione di sindacalisti composta dal segretario romano alla funzione pubblica della Cgil Natale Di Cola, dal segretario generale ai trasporti della Cisl Marino Masucci e dal segretario generale della Fiad Massimo Cicco ha incontrato il viceprefetto Nicola Di Matteo per chiedere alla Prefettura di fare da interlocutore con il Campidoglio. “Di Matteo – hanno spiegato i sindacalisti – ha preso nota della vertenza e promesso che il prefetto farà il possibile per intervenire con la sindaca”.

I sindacalisti hanno anche annunciato alla prefettura l’intenzione di indire uno sciopero dei lavoratori Ama per il 22 ottobre e, già da lunedì, riunire assemblee in tutti i posti di lavoro. “Lo sciopero – ha spiegato Di Cola della Cgil – sarebbe una sciagura per la città. Può essere scongiurato: la sindaca già oggi può chiedere che l’assemblea di Ama, che ieri non è stata chiusa, ratifichi il bilancio. Poi può continuare con altre modalità il contenzioso che hanno tra loro”.

A preoccupare i lavoratori sono state le dichiarazioni di ieri dell’assessore al Bilancio di Roma Capitale Gianni Lemmetti. “L’assessore – ha spiegato Masucci della Cisl – ha detto che il bilancio consolidato non sarà approvato in tempo perché non c’è il bilancio di Ama. I soldi in cassa garantiscono gli stipendi fino a dicembre e le banche hanno bloccato i finanziamenti”.
“Se è vero che non vogliono far fallire Ama – ha aggiunto Di Cola – firmino subito la fidejussione con le banche che permetterebbe di dare fiato alla azienda. Senza, le conseguenze sarebbero devastanti perché Ama non ha più soldi in cassa” . “Il Comune – ha sottolineato il sindacalista Cgil – non è in regola con l’Ama, l’ultima fattura pagata è quella di giugno, inoltre non firma le fidejussioni con le banche e non approva il bilancio. Tutto questo desta il sospetto che ci sia una manovra per mettere in crisi l’azienda”. In piazza insieme ai lavoratori Ama anche i deputati del Pd Roberto Morassut e Claudio Mancini, oltre alle consigliere dem Valeria Baglio, Ilaria Piccolo e Giulia Tempesta.

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