Ama, sindacati: continua lo stato di agitazione

"Non bastano le buone intenzioni: il Campidoglio deve superare questa fase. Finora a farne le spese sono stati gli 8mila lavoratori e i cittadini"

La sede di Ama

I segretari generali di Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel Roma e Lazio, Natale Di Cola, Marino Masucci e Massimo Cicco, al termine dell’incontro su Ama in Campidoglio, annunciano che “lo stato di agitazione rimane. I lavoratori sono stanchi di vivere nella preoccupazione e di far fronte a una situazione critica, che vede quasi la metà dei mezzi a disposizione fermi, e meritano di essere coinvolti”.

Qualche ora fa la sindaca Raggi ha revocato l’intero consiglio di amministrazione della municipalizzata dei rifiuti di Roma “per giusta causa”, garantendo ai sindacati che”Ama rimarrà pubblica”

Per Di Cola, Masucci e Cicco, “non bastano le buone intenzioni: il Campidoglio deve agire rapidamente per superare questa fase. Senza un bilancio, che sarà il nuovo cda ad approvare, e senza un piano industriale che guardi alle reali esigenze della città, non si possono fare investimenti né assunzioni. È un’impasse che si trascina da troppo tempo, in modo inaccettabile”.

“Finora è stato perso troppo tempo prezioso – concludono – e a farne le spese sono gli 8mila lavoratori dell’Azienda e tutti i cittadini della Capitale: Ama ha bisogno di poter operare con solidità e con una visione chiara del proprio futuro, che è e deve restare pubblico”.

 

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