Ambulanti: il Comune indaga su licenze sospette, 500 bancarelle a reddito zero 

Guadagni talmente scarsi che fanno pensare a giri di licenze finite in mano a prestanome o a chi ha interesse a ottenere la concessione solo per indebolire la concorrenza

Presidio ambulanti (Foto Omniroma)

Il Campidoglio punta la lente di ingrandimento sugli ambulanti e in particolare sui posti occupati a rotazione: 500 licenze su circa mille producono reddito zero o poco più. Lo scrive ‘’La Repubblica’’ rilevando che i guadagni talmente sc fanno pensare a giri di licenze finite in mano a prestanome o a chi ha interesse ad ottenere la concessione solo per indebolire la concorrenza, ma poi non utilizza realmente la postazione per vendere i suoi prodotti.

Non solo: urtisti, bibitari, commercianti di vestiti, si ritrovano i banchi in posti dimenticati dai romani, dove cioè non passa nessuno. Per tutti questi motivi l’assessorato alle Attività produttive vuole mettere la lente d’ingrandimento sulle licenze sospette e che sono sostanzialmente inutilizzate.

In questo settore operano 1.300 venditori ambulanti, ma il vasto mondo delle concessioni per il commercio su suolo pubblico sfiora quota l2mila licenze se sì contano anche i mercatarì, i saltuari, gli stagionali e chi lavora in postazioni fisse.

Tutte queste persone aspettano di vedere cosa dirà oggi il Tar del Lazio a cui a Fiavet Confcommercio ha fatto ricorso contro un’odiata ordinanza dell’ex sindaca Virgìnia Raggi con cui si voleva mettere tutte le licenze dì nuovo a bando. Un altro giallo: la passata amministrazione nel febbraio 2021 ha avviato una vera e propria battaglia contro ambulanti e mercatari andando in direzione contraria rispetto a quanto deciso dal governo presieduto dal suo collega pentastellato Giuseppe Conte.

‘La Repubblica’ ricostruisce la vicenda. Con la legge dì Bilancio 2019 il governo decìde che questa categoria dì lavoratori debba rimanere fuori dalla direttiva europea cosiddetta Bolkestein: ha diritto a un rinnovo delle licenze (previa verifica dei requisiti professionali e morali), fino al 2023. Evitando così che ambulanti e mercatari debbano ricominciare da zero partecipando a un bando.

La Regione Lazio recepisce le indicazioni del governo ma nel febbraio 2021 Raggi passa al contrattacco e, unico caso in Italia, emana un’ordinanza per bloccare i rinnovi. Lo fa, forte di un parere richiesto all’Autorità garante della concorrenza secondo cui bisogna rispettare la Bolkestein e procedere con i bandì. 11 tutto avviene senza aver consultato l’allora assessore al Commercio Carlo Cafarotti a cui, di lì a poco, viene detto di lasciare il Campidoglio.

Gli ambulanti protestano e se la prendono con l’ex sindaca e con il nuovo assessore Andrea Coia. I rappresentanti di categoria chiedono al Tar di pronunciarsi su un’ordinanza che definiscono illegittima e oggi il Tribunale amministrativo sì riunirà per decìdere il da farsi. E pronunciare, al netto di possibili rimandi, la sentenza.

Tre gli scenari possibili: tutte le concessioni vanno messe a bando come voleva Raggi; viene concessa una proroga per dare il tempo di risistemare le regole del settore; il ricorso degli ambulanti viene accolto in toto e il Campidoglio potrà procedere con i 12anni dì rinnovo delle licenze.

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