Amministrative: C. sinistra vince in 6 capoluoghi, stop c. destra diviso

Successo da Verona a Catanzaro. Letta, avanti "campo largo"

Il centrosinistra vince ai ballottaggi nelle 6 principali citta’ capoluogo, il centrodestra diviso non sfonda. Questa e’ la fotografia che viene fuori dai primi scrutini. Tanto da far azzardare ad alcuni esponenti del Pd un vero e proprio cappotto.Il “campo largo”, la coalizione fortemente voluta da Enrico Letta conquista, secondo i dati giunti fino ad ora dal Viminale, almeno sei citta’: Verona, Parma, Piacenza, Cuneo, Catanzaro e Alessandria. Un trionfo netto, chiaro, al nord, come al sud, a leggere i primi dati. “Questa sera – commenta a caldo su twitter Enrico Letta – si prospetta una grande vittoria del Pd e del centrosinistra”.

“Alla fine paga la linearita’ e la serieta’: vinciamo perche’ la responsabilita’ e’ piu’ importante di tutto, in questo momento difficile serve una politica che sia seria e lineare. Il campo largo e’ stato preso in giro ma questa strategia paga. Perde male il centrodestra per scelte incredibili, scegliendo fuoriusciti del centrosinistra, penso a Catanzaro”, dice poi in una conferenza stampa al Nazareno, spiegando che ora il governo e’ piu’ forte e che da domani si dovra’ pensare alle elezioni politiche. “Siamo molto soddisfatti – gli fa eco Francesco Boccia parlando ai cronisti nella sede del Nazareno – perche’ il centrosinistra unito e largo vince sicuramente in sei citta’ e ora aspettiamo i dati di Monza e Lucca. Il centrosinistra unito ha consentito di allargare il campo alle forze che hanno creduto nei progressisti”.

Nella Lega si annuncia gia’ un redde rationem interno, ma anche un forte fronte polemico nei confronti di Giorgia Meloni, accusata di non essere riuscita a creare le condizioni per federale l’alleanza. Tra le vittorie che si stanno profilanfdo per il centrosnistra, la piu’ significativa e’ quella di Verona, dove l’ex calciatore della Roma, Damiano Tommasi scalza dalla poltrona di primo cittadino uscente, Federico Sboarina, il candidato voluto da Giorgia Meloni che, dopo il primo turno, ha rifiutato a sorpresa l’apparentamento con l’ex sindaco Flavio Tosi, neo forzista. Una scelta che ha provocato scossoni nell’alleanza e che sara’ sicuramente al centro chiarimento interno.

Il risultato che sta uscendo dalle urne sembra essere un importante viatico per la strategia delle alleanze voluta da Pd e M5s che, salvo sorprese, sembra abbiano superato l’esame delle citta’, candidandosi a essere una coalizione in grado di competere – come ha rimarcato Letta – per le prossime elezioni politiche. Matteo Salvini aveva fiutato la sconfitta veronese: “Il fatto che Federico Sboarina abbia deciso di non apparentarsi con le liste di Flavio Tosi – aveva attaccato in un colloquio con La Stampa – e’ stato uno sbaglio clamoroso. E lo dice uno che Tosi lo ha espulso dalla Lega e che di certo non e’ uno dei suoi migliori amici. Non entro nelle dinamiche interne degli altri partiti ma da quello che mi risulta i vertici nazionali di Fratelli d’Italia hanno anche detto al sindaco di ripensarci, ma lui e i suoi hanno tirato dritto rinunciando a un accordo che avrebbe portato in dote il 23%”.

Il centrosinistra spera di riconfermarsi alla guida di Lucca e Cuneo. Riconquisterebbe Parma dopo 24 anni, a Como sta vincendo un civico, avanti nettamente il centrosinistra anche a Piacenza come ad Alessandria, feudo del capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari: anche qui, a sostegno del candidato sindaco, il Pd-M5s e anche Carlo Calenda. A Monza e’ testa a testa. Vince il centrodestra invece a Viterbo, Frosinone, Barletta e Gorizia.

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