Amministrative Lazio: Fd’I e Pd in testa ma non arrivano al 15%, disastro M5s

I grillini vanno dall’1,3 per cento di Frosinone, all’1,4 di Rieti - dove si sono presentati senza simbolo - all’1,5 di Viterbo

Con una media del 13 per cento dei consensi – all’esito dello spoglio elettorale delle elezioni amministrative che hanno portato alle urne 53 comuni del Lazio – Fratelli d’Italia è il primo partito nei tre capoluoghi di provincia (Frosinone, Rieti e Viterbo). Segue il Partito democratico con una media di 11,3 per cento. Non sfondano il dieci per cento Lega e Forza Italia, si fermano rispettivamente al 7,5 per cento e al 5,8 per cento. Il Movimento 5 stelle, in linea con l’andamento nazionale, crolla a 1,4 per cento. Fd’I fa meglio a Rieti (15,2 per cento) dove esprime anche il candidato che ha vinto al primo turno, Daniele Sinibaldi. Tiene lo stesso risultato a Viterbo (15,1 per cento), qui però la candidata Laura Allegrini, in corsa da sola, e con il centrodestra diviso, non raggiunge il secondo turno e cede il passo all’esponente della società civile, Chiara Frontini, sostenuta da Vittorio Sgarbi. Bassa la percentuale a Frosinone, invece, per il partito di Giorgia Meloni, si ferma all’8,7 per cento.

Mantiene un andamento più o meno stabile il Partito democratico nei tre capoluoghi: fa il 12,4 a Frosinone, il 10,9 a Rieti e il 10,7 a Viterbo. Crollano invece Lega e Movimento 5 stelle: il partito di Matteo Salvini fa il 13,2 a Rieti, ma non va oltre il 5,1 e il 4,3 rispettivamente a Viterbo e Frosinone. I grillini vanno dall’1,3 per cento di Frosinone, all’1,4 di Rieti – dove si sono presentati senza simbolo – all’1,5 di Viterbo. Forza Italia sale a Rieti (8,9 per cento), fa 4,5 a Frosinone e 4,2 a Viterbo.

Allargando lo sguardo ai nove grandi comuni con oltre 15 mila abitanti si conferma in testa Fratelli d’Italia che ha presentato una lista in otto territori: in media ottiene il 14,4 per cento. Dietro il Partito democratico, in corsa su otto comuni di cui uno con lista civica e senza simbolo (Fonte Nuova), si assesta al 12,8 per cento. Fa meglio il Movimento 5 stelle con il 5,8 per cento di media, forte del risultato di Ardea dove esce il sindaco grillino Mario Savarese – dopo il plebiscito delle ultime elezioni – e riesce a tenere un 13,5 per cento, al pari del Pd con cui va in tandem in sostegno al candidato Lucio Zito che va al secondo turno con il 39,3 per cento, poco sotto lo sfidante del centrodestra: Maurizio Cremonini è al 41,7 per cento. Paga il M5s, però, il pessimo risultato di Guidonia Montecelio dove il candidato scelto, Alberto Cuccuru, sostenuto anche dal Pd, non arriva al secondo turno: dopo l’era del grillino Michel Barbet, eletto con oltre il 51 per cento dei consensi, i pentastellati a Guidonia crollano al 4,6 per cento. Nei nove grandi comuni, in media, Forza Italia supera la Lega e fa il 5,4 per cento, il partito di Salvini si ferma al 5 per cento.

Sui dodici grandi comuni al voto, tre capoluoghi e nove città con oltre 15 mila abitanti, Fratelli d’Italia incassa il risultato peggiore a Grottaferrata (5,9 per cento), il migliore a Rieti (15,2 per cento). Il Partito democratico va male a Gaeta (5,8 per cento) mentre fa il risultato migliore ad Ardea (13,5 per cento). Il Movimento 5 stelle tocca il punto più basso a Frosinone (1,3 per cento) e quello più alto ad Ardea (13,5 per cento). Il partito di Meloni non spunta il secondo turno nei comuni dove corre fuori dalla coalizione: a Viterbo, a Sabaudia, a Grottaferrata. Stesso vale per il Partito democratico: è fuori dal secondo turno a Sabaudia e Ladispoli, ma anche a Guidonia Montecelio nonostante il buon risultato – rispetto alla media generale – e all’alleanza con il M5s. Anche il M5s resta alla porta dove si presenta da solo: a Gaeta e Fonte Nuova.

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