Atac, bloccato il cantiere per la stazione Acilia Sud

Nuova tegola per la municipalizzata dei trasporti: Italiana Costruzioni chiede il pagamento di 1,3 milioni

Proseguono senza sosta i guai per l’Atac, la municipalizzata dei trasporti che negli anni ha accumulato debiti per 1,35 miliardi di euro. Tante sono le richieste di pagamento che nelle ultime settimane hanno preso ad accumularsi negli uffici della società in house del Campidoglio. Solleciti e decreti di ingiunzione: all’appello non ci sono soltanto i 90 milioni richiesti da Cotral e Ferrovie dello Stato, ma anche medi e piccoli creditori. Fornitori e aziende pronti a bloccare la distribuzione di ricambi e a fermare i propri operai. Così scrive oggi La Repubblica che sottolinea come “l’ultima a bussare ai cancelli di via Prenestina è la Italiana Costruzioni Spa. Entro la fine dell’anno dovrebbe consegnare la nuova stazione di Acilia Sud della Roma- Lido ai pendolari. Ma da oggi sospenderà i lavori. Effetti del crac che ha paralizzato il gigante della mobilità guidato dal presidente, ad e dg Paolo Simioni e di mancati pagamenti per 1,3 milioni di euro. Fondi che la Regione ha girato alla municipalizzata, ma che per ora non sono stati spesi per la fermata della linea che collega Ostia al centro di Roma”.

Alla vigilia di una settimana che si preannuncia decisiva nell’ottica della scelta sul possibile ricorso al concordato in bianco, da Atac solo silenzio. Nessuna risposta, scrive il quotidiano: “Così la Italiana Costruzioni è costretta a insistere e minacciare di passare dalle carte bollate ai fatti: «Tenuto conto dell’entità dell’inadempimento, oltre che della condotta silente serbata dalla committenza, l’azienda sospenderà ogni prestazione a far data dal 21 agosto». Con buona pace dei pendolari della Roma-Lido, del capogruppo M5S Paolo Ferrara e del consigliere e presidente della commissione trasporti, Enrico Stefàno, che sulla stazione di Acilia Sud hanno speso più di un post.

Ma non è finita. Se Atac non pagherà, la maggioranza pentastellata dovrà spiegare ai romani perché nessuno ha tenuto in conto l’ultimo passaggio della lettera inviata dalla ditta il primo agosto: «Nell’ipotesi di persistente inadempimento, questa appaltatrice valuterà di agire anche presso le più opportune sedi giudiziarie per veder accertata, tra l’altro, l’intervenuta risoluzione del contratto»”.

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