Biotecnologie: record di fatturato, tra Roma e Latina il 90% delle 70 aziende locali

Lo scorso anno con 2,7 miliardi. Il Lazio è la seconda regione per numero di imprese che impiegano 2.200 dipendenti e hanno 500 posti vacanti

Il Lazio si conferma la seconda regione italiana per numero di imprese biotecnologiche e fatturato. A testimoniarlo gli ultimi dati emersi nel corso della Biotech Week, la settimana dedicata alle possibili applicazioni delle nuove invenzioni nei sistemi biologici.

Per l’istituto Enea le 70 aziende del territorio attive nel settore impiegano 2.200 dipendenti e producono circa 2,7 miliardi di euro l’anno, pari al 22% del totale nazionale. Il 64% delle società è impegnato quasi esclusivamente nel ramo della salute, che abbraccia vaccini (come quello contro il Covid-19), diagnostica e principi attivi.

“Il 70% dei titolari ha dichiarato ricavi stabili o in aumento rispetto al 2019, mentre il restante 30% conta di recuperare quanto perso entro dicembre – afferma a ‘Il Corriere della Sera’ il presidente dell’associazione Assobiotec, Riccardo Palmisano -. Non abbiamo subito grandi contraccolpi, anche perché le misure restrittive sono simili ai protocolli per mantenere incontaminati i laboratori. Siamo ricorsi allo smart working solo per gli addetti impegnati in amministrazione, attività commerciali e risorse umane, mentre il resto del personale ha pranzato alla scrivania protetto da plexiglass. L’unico problema è il reperimento delle materie prime: la corsa al vaccino ha calamitato la maggior parte delle risorse sul mercato, privando cosi le altre ricerche di componenti essenziali”.

Tra le province laziali spiccano Roma e Latina, che accolgono il 90% delle società e che da sole generano il 99% dei ricavi del Lazio. A farla da padrone però è la Capitale, che triplica la forza lavoro e i ricavi del sud Pontino. A legare le due città è il corso di laurea triennale in Biotecnologie agroindustriali dell’università della Sapienza, che nel 2021 festeggia i suoi primi 25 anni.

“Lo istituimmo con l’obiettivo di trasmettere le nozioni di base e incentivare gli utilizzi concreti – racconta la docente Sandra Urbanelli dal suo studio nel quartiere San Lorenzo -. Come prima sede scegliemmo Latina, con un tessuto economico che spazia dall’alimentare al chimico: ci è sembrato il punto d’incontro perfetto tra il mondo della formazione e quello produttivo”.

Aspetto particolarmente apprezzato dalle ditte, in perenne ricerca di personale qualificato. La piattaforma specializzata Jobadvisor ha riscontrato una crescente richiesta di esperti d’area qualificati sia in campo agricolo che farmaceutico.

“Attualmente nel Lazio ci risultano disponibili circa 500 posizioni in questo ambito – ricorda a ‘’Il Corriere della Sera’’ la referente Gaia Corbetto durante il Bio Pharma Day, una giornata organizzata per far incontrare domanda e offerta di lavoro -. I reclutatori sono molto attenti anche al possesso di capacità complementari come la messa in pratica delle conoscenze teoriche, il fare squadra e l’adattabilità a contesti differenti”.

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