Una cabina di regia per il Giubileo del 2025. Gualtieri: non possiamo fallire

Il Comune punta sulla tramvia Termini-Vaticano-Pineta Sacchetti. Interventi anche sull’Appia Antica e al Flaminio

Il cantiere a via della Conciliazione
Il cantiere a via della Conciliazione

Gualtieri potrebbe costituire una cabina di regia per gestire il miliardo e mezzo di euro che sono arrivati a Roma per il Giubileo del 2025. A farne parte oltre al sindaco, l’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè, quello al Turismo Alessandro Onorato. Ne dovrebbero poi far parte un esponente della Regione Lazio, oltre al prefetto, la Presidenza del Consiglio, e un esponente della Santa Sede. Gualtieri sa bene che questo è un appuntamento che la nuova giunta non può fallire, visto che in sostanza mancano tre anni all’Anno Santo. 

La cifra, circa un miliardo e mezzo, prevista in manovra è importante, ma è la metà di quanto stanziato per il Grande Giubileo dell’Anno Duemila. In quel caso arrivano a Roma 30 milioni di persone, e a Roma furono realizzate opere come la terza corsia del GRA, l’ampliamento della Roma-Fiumicino, il sottopassino. Uno stanziamento comunque ben superiore ai 200 milioni stanziati dal governo Renzi per il Giubileo della Misericordia del 2015

Ora per il 2025, l’opera principe dovrebbe essere la tramvia Termini-Vaticano-Pineta Sacchetti, che da sola ha un costo di 250 milioni di euro, ma che con eventuali varianti al progetto potrebbe salire fino a 300 milioni. Il progetto lungo 8 km: piazza della Repubblica, via Nazionale, via IV Novembre, via del Plebiscito, corso Vittorio, Porta Cavalleggeri, via Gregorio VII, Pineta Sacchetti. I tempi però sono stretti, perché difficilmente i cantieri partiranno prima del 2023, e dunque, in caso di ritardi, per il 2025 l’opera potrebbe arrestarsi al Vaticano. Per l’Anno Santo potrebbe poi essere attivata anche la tramvia che da Ponte Mammolo arriva a Cinecittà, passando per la Togliatti. 

Nel pacchetto di opere in arrivo per Roma, capitale dell’audiovisivo, c’è un potenziamento degli studios di Cinecittà. E poi i fondi per la sistemazione dell’area archeologica dell’Appia Antica, delle aree pubbliche di Guido Reni e del Foro Italico. Potrebbe essere poi completata la città dello sport a Tor Vergata, ultimando le vele del Calatrava. Dovrebbe invece rimanere sulla carta la ristrutturazione del Forlanini, anche se l’ultima parola non è detta. Poi una serie di micro interventi per il decoro della città. 

Attenzione, però: non aspettiamoci le folle dell’Anno Duemila. Un po’ le nuove tecnologie che permettono di seguire gli eventi a distanza, un po’ la concezione di Chiesa in uscita coniata da Papa Francesco, l’Anno Santo ormai è un evento che non vede più Roma al centro. 

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