Campidoglio: 160 milioni da pagare per lo scandalo ‘’Punti Verdi Qualità’’

In particolare il Campidoglio pagherà nei prossimi due mesi gli ultimi 80 milioni per le vecchie fidejussioni a fronte di garanzie a iniziative private fallite. Altri 80 milioni da rimborsare in 60 giorni

Uno scandalo lungo 25 anni, che ha attraversato sette consiliature e trecommissari straordinari e che adesso presenta il conto anche alla nuova amministrazione del sindaco Roberto Gualtieri. Un conto salato quello che la vicenda dei Punti verdi qualità (Pvq)(iniziative private in aree come Villa Borgese garantite da fidejussioni del Campidoglio n.d.r.) che alla fine viene saldato dai cittadini. Lo scrive Pier Paolo Filippi per ‘’Il Tempo’’ ricordando il fallimento di un’iniziativa che risale all’allora sindaco Rutelli.

Tra quanto già versato e quanto resta da pagare, si tratta di circa 100 milioni di euro che Roma capitale gira nelle casse della Banca di credito di cooperativo di Roma (Bccr) in base all’accordo transattivo sottoscritto con l’istituto di credito per svincolarsi da fideiussioni milionarie sui mutui praticamente inesigibili.

Un accordo trovato dalla ex giunta di Virginia Raggi e ratificato dall’Assemblea capitolina lo scorso 14 ottobre, in piena campagna elettorale. Entro 60 giorni Roma capitale deve versare alla Bccr una somma complessiva pari a 82.500.000 euro. Milioni che si aggiungono ai circa 20 già pagati per lo stesso motivo nel periodo 2009-2012, per una somma complessiva che supera i 100 milioni,

E i vari dipartimenti capitolini interessati hanno già cominciato a «staccare gli assegni», il primo dei quali da 828.470 euro da parte del dipartimento Ambiente per garantire una serie di mutui non pagati, tra cui quello relativo al Teatro dei burattini di Villa Borghese.

Il programma dei Pvq, avviato nel 1995 dall’amministrazione Rutelli, puntava a creare spazi sportivi e ludici anche nelle periferie, assegnando aree pubbliche in concessione ai privati, che avrebbero complicità delle amministrazioni che si sono succedute.

Sulle 75 aree messe allora a bando, sono solo una ventina quelle avviate, pochissime quelle senza irregolarità. Il peccato originale è la decisione del Campidoglio, con Rutelli, di farsi garante dei mutui sottoscritti dai concessionari, garanzie peraltro rinnovate nonostante le difficoltà di far fronte ai prestiti da parte dei gestori degli impianti fossero chiare fin da subito.

Malgrado il quadro, nel 2006 il Comune targato Veltroni diede il via a una seconda ondata di convenzioni permettendo ai gestori scelti di ottenere finanziamenti per altri 90 milioni di euro, ovviamente garantiti dai cittadini romani. Ma non finisce qui.

Nel 2009, consiliatura Alemanno, viene prorogata di tre anni la convenzione stipulata nel 2006 con le banche sottoscrivendo altre fideiussioni per 200 milioni, superando cosi il mezzo miliardo. Poi le denunce, l’inchiesta Mafia Capitale, i sequestri, i tentativi di mettere ordine da parte dell’ex sindaco Marino.

Ogni Pvq ha la sua «magagna», piccole e grandi truffe, fino a scandali più grandi come quello della Città del Rugby di Spinaceto. Un disastro totale insomma, che ora peraltro non saranno solo i cittadini romani a pagare. Le passività saranno infatti accollate alla gestione commissariale del debito di Roma, il cui piano di rientro è finanziato da tutti i cittadini italiani.

 

Approfondimento nel dossier

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna