Campidoglio: la residenza è un diritto, un dibattito per migliorare norma

Assessore Funari: L' Amministrazione sta lavorando per migliorare le procedure e i nodi normativi

L’iscrizione alla residenza ha parametri sempre più restringenti. Ciò che dovrebbe essere un diritto è diventato una concessione. Per rispondere agli interrogativi e alle nuove esigenze sul tema della residenza, si è tenuto oggi in Campidoglio un seminario dal titolo “Residenza, diritto o concessione” durante il quale sono emersi spunti ed elementi di confronto innovativi da parte dell’Amministrazione e di tanti attori sociali coinvolti.

“Tra le priorità di questi primi mesi di governo – ha evidenziato l’assessora alla Politiche Sociali  e alla Salute Barbara Funari – abbiamo voluto fortemente rendere la residenza esigibile per tutte le persone, consapevoli che da questo diritto nascono e conseguono tutti gli altri. L’iscrizione anagrafica è infatti determinante per ottenere i documenti d’identità, per  la presa in carico dei servizi sociali, per chiedere sussidi economici ed iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale, all’ufficio di collocamento ecc. L’ Amministrazione sta lavorando per migliorare le procedure e i nodi normativi e dialogare, dopo anni di immobilismo e di chiusure, con le associazioni e il terzo settore per aiutare  ‘gli ultimi’ ad accedere alla residenza, anche come importante segnale di riconoscimento”.

“Occorre migliorare i meccanismi con cui si assegna la residenza virtuale di via Modesta Valenti e superare quell’obbrobrio disumano che sa di ritorsione che è il famigerato articolo 5 del decreto Lupi, quello per cui se vivi in uno stabile occupato non esisti e ti vengono staccate le utenze dei servizi primari come acqua e energia – ha affermato Andrea Catarci, assessore al Decentramento, Partecipazione e Servizi al territorio per la città dei 15 minuti. – L’assemblea capitolina sta già indicando la strada che va percorsa velocemente, perché in gioco c’è la dignità della vita di tante persone e Roma Capitale, insieme agli altri comuni, all’associazionismo, al volontariato e ai movimenti sociali, deve far sentire la sua voce autorevole.”

Il capogruppo capitolino di Demos Paolo Ciani ha sottolineato il cambiamento di percezione e funzione della residenza e la necessità che torni ad essere un concreto diritto per tutti i cittadini. “Siamo all’inizio di una nuova fase di governo della nostra città ed è giusto interrogarci su come sia possibile cambiare le norme perché la residenza torni ad essere un diritto per tutti. I cittadini hanno innumerevoli difficoltà a cui vogliamo rispondere sia sulla residenza reale che per quella virtuale, nata proprio a Roma tanti anni fa.”
“A Roma ci sono migliaia di persone costrette a vivere da anni senza un adeguato sostegno da parte delle istituzioni preposte, a causa di un’ impostazione politica che ha reso la residenza una concessione e non un diritto. Per questo stiamo lavorando in sinergia per garantire dignità a tutti, rendere esigibili i diritti, rimettere finalmente al centro la persona superando l’approccio securitario e sanzionatorio che in questi anni ha prodotto disuguaglianze e insicurezza sociale – dichiara la consigliera PD Nella Converti, presidente della Commissione politiche sociali del Campidoglio. – E’ fondamentale anche superare la delibera 31/2017  che ha ridisegnato le procedure per la residenza virtuale complicandole e presentando anche profili di illiceità.”

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