Caos stadio, ora spuntano i vincoli

Colpo di scena nel weekend: la Soprintendenza avvia l’iter per il vincolo sull’Ippodromo di Tor di Valle. Madia: “Raggi impreparata”. La Roma ricorre al Tar

Un nuovo pasticcio, questa volta difficile da sanare. Con una mossa a sorpresa, nel weekend la Soprintendenza all’Archeologia ha avviato l’iter per il vincolo sull’Ippodromo di Tor di Valle, relativamente alla parte della tribuna e dell’area della pista. L’architetto Margherita Eichberg, ha dichiarato che la tribuna è stata “progettata dall’architetto di fama internazionale Julio Garcia Lafuente ed è un esempio rilevante di architettura contemporanea ma anche di soluzione tecnico-ingegneristica e di applicazione tecnica industriale in fase di realizzazione. Costituisce un unicum dal punto di vista dimensionale” e la forma “del paraboloide iperbolico permette soluzioni continue di spessori minimi”.

E ora? Sembra davvero strano che la Soprintendenza si sia ricordata solo ora di questo impianto che è stato in funzione dal 26 dicembre del 1959 al 30 gennaio 2013 ma che ora versa in uno stato di totale abbandono e degrado. Di più: quando quattro anni fa si chiese l’intervento delle istituzioni per salvaguardare la struttura, nessuno si ricordò dell’importanza storica di questa struttura. Ora invece cambia tutto: come mai?

Valerio Giubilo, che è stato l’ultimo direttore dell’impianto, ha bocciato senza mezzi termini questo provvedimento: “Mi sembra una cosa senza senso. Non so come hanno avuto il coraggio di tirarlo fuori. Noi 50 dipendenti abbiamo perso il lavoro e non abbiamo ricevuto lo stipendio nell’anno e mezzo precedente. La tribuna è stata in buona parte smantellata, le strutture che la tenevano non ci sono più. La situazione mi sembra quasi strumentale. Il fatto che venga fuori in questo momento è particolare”.

Sul web si è già scatenato un clima da derby e c’è chi accusa l’architetto Eichberg di essere la sorella di un dirigente della Lazio. Non sappiamo se davvero sia questa la motivazione, ma lo stupore per questa decisione rimane.

Il ministro Madia ha dichiarato a Sky che la sindaca Raggi: “sta dimostrando di essere piuttosto impreparata ad amministrare la nostra città. Roma è a un livello di disagio, di cattiva o assente amministrazione, enorme. Con la riforma della conferenza dei servizi, le regole sono chiare e i tempi certi: lo Stato ha una voce unica per rappresentare la propria posizione. E se alla fine la soprintendenza rimanesse in disaccordo con la decisione presa in conferenza dei servizi, allora sarà il vertice politico, ossia il ministro della Cultura, a poter chiedere, se lo ritiene opportuno, ulteriori approfondimenti, sino a un eventuale Consiglio dei ministri, cui spetterà di esprimere la parola finale sull’argomento”.

Cautela trapela dal Movimento 5 Stelle, che oggi dovrebbe avere un summit riservato con il leader Beppe Grillo. Il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha dichiarato che “la questione del vincolo dipende dal ministero: io la penso come il sindaco, tutto si deve fare nel rispetto della legalità”.

Non si è fatta attendere neanche la replica dell’AS Roma, che, per voce del suo direttore generale Mauro Baldissoni, ha fatto la voce grossa: “È difficile restare in silenzio perché sono state dette una quantità industriale di sciocchezze da persone che non hanno mai visto il progetto. Continueremo, comunque a portarlo avanti: sono già stati investiti più di 60 milioni di euro”. Oggi la società dovrebbe presentare il ricorso al Tar contro la decisione della Sovrintendenza.

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