Caro bollette, per Roma più inflazione e calo dei consumi

La Cna di Roma è preoccupata per l’autunno. Si riducono ancora di più i margini per gli artigiani e la gente sceglie cibo di minor qualità

Col rialzo dei costi energetici migliaia di imprese artigiane rischiano la chiusura, ma ancor peggio si rischia una crescita dell’inflazione con associata una stagnazione dei consumi. Le prospettive d’autunno per le imprese romane sono a dir poco fosche secondo la Cna di Roma, che raggruppa gli artigiani della Capitale. Il peggio per il caro bollette dunque deve ancora venire.

Con le bollette i romani tireranno i cordoni della spesa 

“Da parte delle aziende romane c’è smarrimento – affermano dall’organizzazione – Ecco perché perché bisogna intervenire presto per fermare questa spirale che rischia di avvitarsi sempre di più. Fino a questa estate abbiamo visto una propensione alla spesa da parte delle famiglie, ma ora temiamo che con il rialzo delle bollette i cittadini tirino i cordoni della borsa. Questo sarebbe molto problematico per le nostre aziende, che hanno già ridotto di molto i margini di guadagno”.

La Cna: artigiani e settore del turismo in sofferenza 

Quindi bisogna intervenire sulle tariffe, magari tassando di più quelle società che hanno beneficiato degli extra profitti. La crisi non riguarda solo gli artigiani, ma anche tutto il settore del turismo che fa difficoltà a mantenere le strutture aperte con questi costi di gestione. Ma c’è un altro fattore da considerare, che potrebbe avere risvolti anche sanitarie.

I meno abbienti risparmiano sulla spesa 

Sempre secondo la Cna di Roma, soprattutto le famiglie meno abbienti hanno cominciato a risparmiare sulla spesa, e si sono dirottate verso prodotti di minore qualità, che magari arrivano dall’estero. E questo rischia di essere anche un duro colpo per la filiera agroalimentare di Roma e del Lazio.

Il caro bollette si fa sentire pure sulla colazione 

Secondo Coldiretti, L’impatto del caro prezzi colpisce gli italiani già al risveglio a colazione con aumenti che vanno dal +9,8% dei biscotti al +19% per il latte conservato ma l’effetto dei rincari energetici si fa sentire anche su pane (+13,6%), zucchero (+14,9%) burro (+33,5%) e marmellate (+7,9%) senza dimenticare il caffè che fa segnare un +6,7%. Coldiretti mette in luce che l’aumento dei prezzi non risparmia neanche chi sceglie una alimentazione naturale con i listini dello yogurt che aumentano del 12,1%, quelli della frutta dell’8,3% e con in più l’incremento dei cereali da colazione del 5,5% mentre chi ama il pasto mattutino continentale le uova sono in aumento del +15,2% ed i salumi del +6,8%.

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