Caro energia: il gas sfonda i 300 euro, il governo lavora al piano di risparmi

Gli stoccaggi proseguono a buon ritmo. Hanno superato quota 80% e si prevede "il raggiungimento del 90% entro ottobre", ha assicurato il premier Mario Draghi

Il prezzo del gas sfonda quota 300 euro, prima di ridiscendere e attestarsi su livelli comunque altissimi. Il governo di Roma contemporaneamente lavora al piano di risparmi energetici. Un piano che avrà un’intensità crescente legata alla quantità di gas che potrebbe venire a mancare. Ma che non vedrà drastici razionamenti, non prevede imposizioni sui consumi domestici. Ai cittadini sarà però suggerito, attraverso una diffusa campagna pubblicitaria, che partirà in modo più deciso a settembre, di fare attenzione ai consumi. Al momento l’inverno sembra messo al riparo.

Le importazioni dalla Russia valevano circa il 40% del fabbisogno: ora circa la metà. Ma soprattutto gli stoccaggi proseguono a buon ritmo. Hanno superato quota 80% e si prevede “il raggiungimento del 90% entro ottobre”, ha assicurato il premier Mario Draghi. Tensione e volatilità sui prezzi del gas naturale che tocca, nel corso della seduta nuovi massimi. Intorno alle 17.30 il prezzo del futures scambiato ad Amsterdam sfonda quota 300 euro (tocca il record intraday di 302,995 euro al megawattora) per poi riassestarsi sotto quella la soglia a 290 euro. Nel giorno che segna i sei mesi di guerra in Ucraina con l’aggressione da parte della Russia, dopo una partenza più calma il gas si era mosso al rialzo del 4% sul mercato di Amsterdam attorno ai 280 euro al Megawattora verso mezzogiorno.

Intanto gli stoccaggi italiani di gas hanno superato la soglia dell’80%. Secondo quanto si apprende da fonti tecniche si è superata questa quota anche se la piattaforma europea, che certifica il dato con un paio di giorni di ritardo, segnava ieri mattina (mercoledì) in 154,6 TWh la quantità di gas iniettata, pari al 79,92% della capacità complessiva. In Europa sono stati immagazzinati 854,56 TWh con un indice medio di riempimento del 77,74%. La Germania si conferma prima per gas immagazzinato con 196,82 TWh, un indice di riempimento dell’80,65% e una media giornaliera di stoccaggi pari allo 0,51%. Seguono l’Italia a ridosso dei 155 TWh, calcolati in base a una media di riempimento giornaliera pari allo 0,21%, e la Francia, che dispone di scorte per 118,2 TWh di metano, un indice di riempimento che sfiora il 90% all’89,81% e una media giornaliera di riempimento pari allo 0,3%. Il più alto indice di stoccaggio si registra in Polonia, con il 99,57% per 36,25 TWh di scorte. La segue la Danimarca con il 93,55% di scorte nei magazzini per un totale di 8,63 TWh. Sopra all’80%, ci sono anche il Belgio (84,92% a 7,38 TWh) e la Repubblica Ceca (81,54% a 35,69 TWh). Fuori dall’Ue ha completato le scorte il Regno Unito (100%), immagazzinando 10,48 TWh di gas naturale.

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