Comprare casa a Roma è sempre più difficile. Non perché manchino gli acquirenti – anzi, la domanda è in costante crescita – ma perché l’offerta non riesce a stare al passo. È il quadro che emerge dal rapporto del Centro studi Tecnoborsa, presentato alla Camera di commercio di Roma e basato su un decennio di osservazioni sul mercato residenziale della Capitale, che conta oltre 1,4 milioni di immobili.
Tra i principali fattori del divario, la progressiva sottrazione di abitazioni al mercato tradizionale a favore degli affitti brevi, spinti da un turismo sempre più massiccio: quasi 53 milioni di presenze nel 2025, concentrate per oltre l’86% nel centro storico. Un fenomeno che ha anche stimolato l’acquisto per investimento, ma che pesa sull’accessibilità abitativa per le famiglie.
Roma resta prima in Italia per compravendite e il mercato, dopo anni difficili, è tornato a crescere. Sul fronte affitti, però, le previsioni al 2028 segnalano una nuova flessione, con famiglie sempre più in difficoltà tra redditi insufficienti e credito difficile da ottenere. A cambiare sarà anche chi cerca casa: più single, anziani e genitori soli, con esigenze diverse rispetto al nucleo familiare tradizionale.
Il presidente di Tecnoborsa Valter Giammaria parla di “stabilità moderata”, ma avverte: gestire l’equilibrio tra domanda e offerta, pressione turistica e trasformazioni demografiche sarà decisivo per il futuro del mercato residenziale romano.