Casa: Pnrr, 140 mln da spendere in edilizia a Roma

La cifra sarà destinata all'emergenza casa per ristrutturare l’edilizia residenziale pubblica che fa capo a Regione e Comune e migliorare la qualità della vita dei ceti meno abbienti

Pnrr, adesso si fa sul serio. La Regione Lazio è la prima a mettere a terra i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e nello specifico il pacchetto di soldi dedicato alle politiche abitative. Da oggi la palla passa ai Comuni e alle Ater·: solo a Roma sono destinati 140milioni di euro di cui 40 dovranno essere gestiti direttamente dal Comune. Lo scrive ‘’La Repubblica’’ rilevando che

c’è un mese di tempo per ottenere i fondi, partecipando al bando pubblicato dalla Regione e presentando progetti di riqualificazione delle case popolari, con interventi che dovranno migliorare la qualità della vita dei ceti meno abbienti.

Persone che non possono permettersi l’acquisto e neanche l’affitto di una casa a prezzi di mercato e che, dopo anni di attesa in graduatoria, riescono ad avere un tetto sopra la testa entrando in un appartamento del Comune o della Regione.

Nella maggior parte dei casi in palazzi popolari fatiscenti. Dei fondi europei che arrivano dal Pnrr, il governo ha destinato alia riqualificazione edilizia residenziale pubblica 1,65 miliardi di euro da spendere tra il 2021 e il 2026 e al Lazio spettano oltre 240 milioni di euro. All’Ater, di proprietà della Regione e che ha case popolari in tutto il Lazio, ne vanno 176 e ai Comuni 64,2. Nella Capitale planano 140 milioni in tutto (100 ad Ater Roma e 40 al Comune).

Sempre che arrivino i progetti. «Si sente parlare da troppo tempo di come i soldi del Pnrr atterreranno dall’Europa alle città e di come prenderanno forma. Il bando della Regione Lazio – spiega a ‘’La Repubblica’’ l’assessore regionale alla Casa Massimiliano Valeriani – è il primo provvedimento in Italia in questo senso e rende immediatamente spendibili i soldi da parte dei Comuni e delle Ater. Come ha detto ilpremier Mario Draghi ora tocca ai sindaci. La Regione ha fatto il suo compito, ora spetta agli enti interessati raccogliere la sfida».

Gli interventi, per ottenere i finanziamenti, devono riguardare l’adeguamento sismico e l’efficientamentoenergetico. A partire da questi due assi portanti si potranno chiedere fondi anche per il frazionamento degli appartamenti nonché per la riqualificazione degli spazi pubblici e delle aree verdi. Cantieri che, se vedranno la luce, risparmieranno agli abitanti di Prenestina, Tor Bella Monaca e Torre Maura (solo per fare alcuni esempi), di continuare a vivere in palazzi il cui intonaco casca a pezzi o rimanere come ogni anno al freddo.

Nelle case del Comune in cui abitano un altro problema cronico è quello delle caldaie: sono talmente vecchie che si rompono puntualmente con l’arrivo dell’inverno, quando sono più sottopressione. E i termosifoni rimangono spenti a lungo: i pezzi di ricambio non si trovano perché non sono più in commercio da anni.

A Roma ci sono circa 40mila appartamenti di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune mentre poco meno di 70mila sono dell’Ater. La Regione da tre anni a questa parte ha investito quasi 300 milioni di euro per riqualificare le case dell’Ater a Roma e nel Lazio e in questo momento sono attivi cantieri che cubano 100 milioni di euro in 17 quartieri della città da Corviale a Tor Bella Monaca passando per Tiburtino III, Laurentino 38 e Pietralata. Ora però, sono i Comuni e in particolare Roma Capitale, a dover fare la propria parte.

 

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