Case Popolari Roma, Raggi: “2.000 abusivi”, 7.000 sfratti

Per la sindaca, "una persona è risultata proprietaria di 18 immobili". Ma l'edilizia pubblica non riparte, Roma ha una quota di edilizia sociale sul totale del patrimonio immobiliare solo del 4,3%

Mancano le case popolari
(immagine di repertorio)

“Le case popolari devono andare ai cittadini che hanno reale diritto e bisogno. Dal censimento che abbiamo appena terminato sugli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica di Roma Capitale sono invece emersi ben 2 mila casi di abusivi. Cioè persone che hanno redditi alti, possiedono già immobili o sono residenti altrove”.  Così Virginia Raggi sugli immobili di edilizia residenziale pubblica.

Una persona è risultata addirittura proprietaria di ben 18 immobili. Altri hanno redditi di 70mila, 80mila, fino anche a 90mila euro all’anno”, spiega. “Una famiglia, che abbiamo sgomberato da una casa popolare, aveva addirittura una Porsche parcheggiata sotto casa. Per non parlare poi di più di 1.600 alloggi i cui legittimi assegnatari risultano deceduti”.

C’è pero un’altra metà del cielo. Roma è Capitale anche degli sfratti. Nel 2016 sono stati emessi circa 7.100 provvedimenti di sfratto, di cui l’80% per morosità o altra causa. Gli sfratti eseguiti sono oltre 3.200.

Roma è la seconda città a livello nazionale su questo aspetto, con uno sfratto ogni 279 famiglie. L’edilizia sociale rimane una chimera, tanto che la Capitale italiana ha una quota di edilizia sociale sul totale del patrimonio immobiliare residenziale del 4,3%, penultima in Europa dopo Atene, irraggiungibile è Amsterdam con il 50%. Insomma, entrare in una delle case popolari è una vera chimera, per tanti impossibole

La Caritas dice chiaramente che “all’interno delle difficoltà per accedere ad un alloggio popolare, la graduazione delle difficoltà legate alla situazione reddituale, crea da tempo una stortura che riguarda tantissime famiglie. Si fa riferimento al fatto che ci sono migliaia di nuclei familiari che superano di poco i limiti reddituali per poter presentare domanda di casa popolare, e quindi troppo ‘ricchi’, ma poi non riescono ad accedere al mercato perché la loro condizione reddituale è comunque insufficiente, per potersi inserire nel mercato immobiliare, e quindi troppo ‘poveri’”.

 

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