Ci sarà tanto Lazio al Vinitaly 2026. Dal 12 al 15 aprile a Verona la Regione porterà ben 61 realtà vitivinicole in uno spazio da 2mila metri quadri ispirato alla Dolce vita. Ci sarà, per esempio, l’Antica Tenuta Palombo, che presenterà in Veneto una selezione di etichette che raccontano la nuova energia del vino laziale. Un’azienda del 1980 molto quotata, su cui la Regione Lazio crede e investe come esempio di qualità, innovazione e valorizzazione del territorio della Valle di Comino e dell’Atina Doc.
In fiera la cantina laziale presenterà il Primis, spumante Metodo Classico Extra Brut affinato almeno 36 mesi sui lieviti, punta di diamante della produzione, affiancato dal Maturano, dal Sauvignon e dal rosato Rosa Invidiata, etichette che esprimono freschezza, eleganza e identità territoriale. Il cuore della gamma resta legato ai rossi dell’Atina Doc, con Cabernet e Cabernet Riserva, vini strutturati e longevi che rappresentano la vocazione del territorio.
D’altronde, nel Lazio il vino non è solo un prodotto agricolo, ma il linguaggio di un intero territorio. Con questo spirito la Regione Lazio si presenta a Vinitaly scegliendo come filo conduttore La Dolce vita. Situato strategicamente all’ingresso Cangrande, il Padiglione Lazio si estende su 2.000 mq. Curato da Arsial con il supporto della Camera di Commercio di Roma, lo spazio espositivo si svilupperà su due livelli: il piano terra dedicato al cuore operativo con dove 61 realtà, di cui 58 aziende e 3 Consorzi.
Più nel dettaglio, nella collettiva laziale destinata al Vinitaly verranno rappresentate tutte le Province del territorio: 30 aziende della Provincia di Roma, 12 per Latina, 10 di Frosinone, 7 della Provincia di Viterbo e 2 di Rieti, comprensive di 3 consorzi. Quanto al piano superiore, invece, verrà riservato alla formazione e al racconto. Spazi per la stampa, aree istituzionali e sale tecniche per masterclass.
I numeri parlano comunque chiaro. Nel Lazio vino vuol dire filiera strategica per l’agricoltura, ma anche per l’intera economia regionale, capace di generare oltre 230 milioni all’anno di valore di produzione, 60 dei quali dalle sole denominazioni DO/IG e un export di vino made in Lazio pari a 70 milioni. Cin cin.