Comunali spingono legge su Roma Capitale, sprint M5s

L'obiettivo del presidente Giuseppe Brescia, in quota M5s, è di arrivare a due testi unificati entro il mese di settembre (la prima riunione del comitato ristretto è già fissata per mercoledì 8). Ed è sempre suo l'appello a tutte le forze politiche: "Tutti i candidati sindaco ci aiutino in questa missione, è il miglior atto d'amore per Roma"

A poco più di un mese dalle amministrative, in Parlamento si prepara lo sprint per assegnare maggiori fondi e poteri alla Capitale. Undici anni dopo la riforma che ha cambiato nome all’ente senza però dotarlo di strumenti adeguati alla Capitale, la commissione Affari Costituzionali della Camera è pronta ad affrontare di petto il dossier. L’obiettivo del presidente Giuseppe Brescia, in quota M5s, è di arrivare a due testi unificati entro il mese di settembre (la prima riunione del comitato ristretto è già fissata per mercoledì 8). Ed è sempre suo l’appello a tutte le forze politiche “affinché la campagna elettorale non condizioni il lavoro in commissione e che entro il prossimo mese si arrivi a testi il più possibile condivisi. Tutti i candidati sindaco ci aiutino in questa missione, è il miglior atto d’amore per Roma”.

La sindaca, ricandidata per il MoVimento, Virginia Raggi, cogliendo l’assist, plaude all’annuncio: “Per governare una citta così vasta e complessa sono necessari strumenti più efficaci: deve disporre di risorse e poteri adeguati come avviene per le altre grandi capitali europee Da anni mi batto affinché la Capitale degli italiani abbia strumenti e poteri adatti al suo ruolo”. Raggi, peraltro, non è la prima: da anni i sindaci di Roma si battono per una governance più forte della Città Eterna, con maggiori risorse finanziarie a disposizione. Attualmente, infatti, il bilancio comunale riesce a coprire il costo del personale (circa 23mila dipendenti) e i servizi alla persona, ma non consente grandi piani di investimento a lungo termine. Fa sponda anche il candidato del centrodestra, Enrico Michetti, secondo cui “l’accelerazione della Commissione Affari Costituzionali della Camera sui poteri della Capitale è molto importante. Roma – commenta – deve avere un riconoscimento adeguato al ruolo centrale che è chiamata a svolgere”. D’accordo, ma con dei distinguo, il leader di Azione Carlo Calenda, tra i primi ad essere sceso in campo per il Campidoglio: “Roma deve certamente diventare una regione con poteri speciali, ma per risolvere il problema del ciclo dei rifiuti, per esempio, le altre città non hanno bisogno di questi poteri. Azione sosterrà tutte le proposte utili, ma non facciamo finta che non si possa far nulla”, l’affondo diretto all’inquilina di Palazzo Senatorio.

Per il candidato dem del centrosinistra, Roberto Gualtieri, la riforma è un “tema fondamentale per garantire opportunità di crescita ad una metropoli mondiale con enormi complessità ed oneri. Mi impegnerò – promette – perché quella che si avvia dopo le elezioni sia una consiliatura costituente che porti ad un nuovo ordinamento della Capitale”. “Alla ripresa dei lavori il dossier dei poteri speciali a Roma Capitale tornerà al centro dell’agenda. Ascolteremo il contributo del governo e sarà fondamentale mantenere il clima di collaborazione che tutti i gruppi hanno fin qui dimostrato su una questione che è nazionale e non locale”, dice Brescia. La commissione sta lavorando su due binari: una riforma costituzionale dai tempi più lunghi (relatori l’azzurra Annagrazia Calabria e il dem Stefano Ceccanti) e una legge ordinaria, che potrebbe essere più alla portata (relatore Francesco Silvestri del M5s). Al momento le proposte di riforma costituzionale, tra cui si ipotizza anche lo status di ‘Roma Regione’, sono 4; mentre quelle di legge ordinaria, che prevedono dalla semplificazione di accesso ai fondi Ue, ad un potenziamento dei municipi, sono 3. Anche il dem Ceccanti condivide “la speranza di un’intesa. Tutto è da valutare nei contenuti a partire dalla prossima riunione”, risponde con cauto ottimismo.

Un via libera prima del voto a maggiori poteri e fondi per Roma (obiettivo complesso) potrebbe essere un punto a favore per la sindaca Raggi, che formalmente li avrebbe portati a casa durante la sua consiliatura, ma nei fatti gioverebbe a chiunque verrà eletto sindaco. Differente la partita della legge costituzionale, destinata a protrarsi molto più a lungo. (di Paola Lo Mele per Ansa)

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