In un'intervista a "Le Monde Economique" il sindaco ripercorre le tappe di un braccio di ferro che, a suo dire, ha portato la Capitale a fare da apripista a livello nazionale su un tema rimasto per anni irrisolto
Il capitolo delle concessioni balneari a Roma resta uno dei fronti più delicati aperti dall’amministrazione Gualtieri, e il sindaco torna a rivendicarlo con toni netti in un’intervista rilasciata al giornale francese “Le Monde Economique”. Un’intervista in cui ripercorre le tappe di un braccio di ferro che, a suo dire, ha portato la Capitale a fare da apripista a livello nazionale su un tema rimasto per anni irrisolto: l’equilibrio tra interessi privati e diritto di accesso pubblico al litorale.
“Per anni gli ex concessionari si sono resi responsabili di ripetuti abusi e pratiche monopolistiche sulle spiagge”, ha spiegato Gualtieri, ricostruendo un quadro fatto di occupazioni prolungate e gestioni che, secondo il sindaco, avevano finito per limitare l’accesso libero agli arenili. La risposta dell’amministrazione, racconta il primo cittadino, è passata da tre direttrici: la rimessa a gara delle concessioni, decisa scavalcando una normativa governativa ritenuta in contrasto con le direttive europee sulla libera concorrenza; l’aumento del numero di spiagge pubbliche e gratuite a disposizione dei cittadini; infine l’avvio, in sinergia con magistratura e forze dell’ordine, delle demolizioni delle costruzioni abusive che negli anni avevano alterato il profilo del lungomare romano.
Un percorso che il sindaco descrive come una scelta di campo netta, non priva di conseguenze politiche: “Siamo stati i primi, a Roma come in tutta Italia, ad affrontare una lobby molto potente”. Una frase che riassume la linea rivendicata dal Campidoglio su un dossier, quello delle concessioni balneari, che a livello nazionale continua a dividere governo, Unione europea ed enti locali. “Ma quando si tratta di far rispettare la legge e difendere i diritti dei romani – ha concluso Gualtieri – la mia mano non trema”.