Categorie: Economia urbana

Spin Time, sfuma l’accordo

Naufraga la trattativa e per la comunità dell’Esquilino si apre un futuro incerto

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Si allontana, almeno per il momento, la possibilità di salvare l’esperienza di Spin Time Labs, la storica occupazione abitativa e culturale di via Santa Croce in Gerusalemme, nel quartiere Esquilino. La trattativa tra Roma Capitale e la proprietà dell’immobile, la società Investire Sgr, si è infatti conclusa con un nulla di fatto, chiudendo quella che sembrava l’ultima possibilità di consentire il rientro delle oltre 400 persone che fino a pochi giorni fa vivevano nello stabile.

Il sindaco Roberto Gualtieri ha parlato apertamente di un “no irrevocabile” ricevuto dalla proprietà, definendosi “molto amareggiato” per l’esito del confronto. Il Campidoglio aveva messo sul tavolo una proposta ritenuta dall’amministrazione “la migliore possibile”: l’impegno vincolante ad acquistare l’immobile al valore stabilito dall’Agenzia delle Entrate e a sostenere nel frattempo il pagamento di un canone di locazione, così da consentire una fase transitoria prima del ritorno degli occupanti. Una soluzione che, secondo il Comune, avrebbe permesso di salvaguardare un’esperienza sociale considerata un modello di integrazione e inclusione.

La risposta di Investire Sgr è stata però negativa. La società ha ribadito che “non sussistono le condizioni di legalità e sicurezza per consentire l’utilizzo dell’immobile”, pur confermando la disponibilità a collaborare con Roma Capitale per un’eventuale futura cessione dello stabile. Una posizione che, di fatto, esclude qualsiasi possibilità di rientro immediato della comunità di Spin Time.

Il destino delle oltre 400 persone

Il nodo più urgente resta ora quello dell’emergenza abitativa. Secondo il sindaco Gualtieri, già dai prossimi giorni il Comune sarà in grado di offrire sistemazioni temporanee dignitose alle famiglie coinvolte. Parallelamente dovrebbe partire il percorso per l’assegnazione delle case popolari ai nuclei che ne avranno diritto, con le prime assegnazioni previste entro circa sessanta giorni e l’impegno a garantire la continuità dei servizi essenziali, compreso il trasporto scolastico.

Nel frattempo gli abitanti di Spin Time stanno valutando le prossime iniziative. La comunità, nata tredici anni fa dall’occupazione dell’ex sede dell’Inpdap, non era diventata soltanto un luogo di accoglienza per centinaia di persone in difficoltà, ma anche un laboratorio culturale riconosciuto a livello nazionale, con concerti, mostre, dibattiti e attività sociali che avevano trasformato l’edificio in uno dei simboli della rigenerazione dal basso della Capitale.

Una vicenda che arriva da lontano

Il caso Spin Time è da anni al centro di una complessa vicenda giudiziaria e amministrativa. Lo scorso febbraio il Tribunale civile di Roma ha condannato il Ministero dell’Interno a risarcire oltre 21 milioni di euro a Investire Sgr per il mancato sgombero dell’immobile, riconoscendo anche un’indennità mensile fino alla liberazione dello stabile. Una sentenza che ha ulteriormente irrigidito il quadro e rafforzato la posizione della proprietà.

Un caso destinato a far discutere

Il fallimento della trattativa rischia di alimentare il dibattito politico sul diritto all’abitare e sul futuro delle grandi occupazioni romane. Da una parte il Campidoglio continua a sostenere il valore sociale di Spin Time e rivendica di aver tentato ogni strada possibile per salvarne l’esperienza. Dall’altra la proprietà insiste sul rispetto della legalità e sulla necessità di rientrare nella piena disponibilità dell’immobile.

Per ora, la sensazione è che si sia chiuso un capitolo importante della storia di Spin Time. Resta da capire se la comunità riuscirà a trovare una nuova casa o se l’esperienza costruita in tredici anni andrà definitivamente dispersa.