Concordato Atac, per consulente parcelle d’oro da 1,5 mln

Anche se in bancarotta, scrive Repubblica, l’azienda trova i soldi per pagare il commercialista. Atac smentisce: cifre inventate su incarichi concordato

“Sarà pure in bancarotta, ma se c’è da trovare i soldi per pagare a peso d’oro un consulente esterno, assunto oltretutto con affidamento diretto in deroga alle normali procedure di legge, ebbene quelli Atac riesce a scovarli sempre”. Così scrive oggi Repubblica sul caso che riguarda Marco Costantini, il commercialista iscritto all’albo dei revisori legali, che sta già lavorando in via Prenestina come “attestatore”: figura centrale del concordato in continuità chiesto dalla controllata capitolina dei trasporti il 18 settembre scorso.

“Il suo contratto – prosegue il quotidiano – che dovrebbe essere formalizzato tra oggi e domani, vale una cifra da capogiro: intorno al milione e mezzo di euro. Cui va aggiunta la spesa per la società di revisione che, secondo una clausola inserita nel medesimo accordo, dovrà supportarlo nel suo lavoro di certificazione della veridicità dei dati aziendali e di fattibilità del piano concordatario.
Valore dell’intera operazione, almeno stando alle stime elaborate in Atac, all’incirca 3 milioni di euro.

L’emolumento che verrà riconosciuto a Costantini, una volta firmato il contratto, si compone essenzialmente di tre voci: una tariffa base pari a 650mila euro, più la tariffa professionale proporzionata all’importo del debito Atac, più il compenso della società di revisione chiamata a supporto. Poiché la tariffa professionale dei commercialisti, fissata dalle tabelle del decreto ministeriale 140/2012 (art.21), oscilla tra lo 0,025 e lo 0,050% del valore del debito Atac, ovvero 1,380 miliardi, significa che l’attestatore incasserà in aggiunta una cifra compresa tra i 350mila e i 700mila euro. Perciò, ai 650mila euro di tariffa base Costantini sommerà, anche a voler fare una media al ribasso, altri 500mila euro: dunque 1,125 milioni totali. Che andranno poi maggiorati del 25% dell’Iva (al 21) e della Cassa di previdenza (al 4). Ricapitolando: Costantini riceverà poco più di 1,4 milioni. Sempre che decida di non applicare le tabelle al massimo.

Dopodiché ci sarà da pagare la società di revisione a supporto del lavoro dell’attestatore. Che, vista la delicatezza del compito e i rischi di natura anche penale specie alla luce del fatto che la PriceWhaterhouse ha rifiutato di certificare l’ultimo bilancio di Atac – probabilmente non si farà dare di meno. Da qui i 3 milioni calcolati in modo empirico dagli uffici di via Prenestina.
Compensi molto alti, – conclude nel suo articolo Giovanna Vitale – soprattutto considerando che l’advisor legale, l’avvocato Carlo Felice Giampaolino, percepisce 270mila euro, mentre quello economico- finanziario, la E&Y, ne incasserà solo 208mila. Altra materia per l’Anac”.

Non si fa attendere la smentita di Atac alle notizie riportate sul quotidiano romano.

“In relazione a notizie di stampa e di agenzia, che riportano cifre relative ad alcuni incarichi professionali necessari a termini di legge per presentare il piano utile alla procedura di concordato, e che alludono a mancati pagamenti degli stipendi dei dipendenti nel mese di ottobre”, Atac precisa quanto segue: “È falso che nel mese di ottobre i dipendenti non avranno gli stipendi. Gli emolumenti saranno versati regolarmente. Atac sottolinea inoltre che il Professionista Attestatore è innanzitutto figura professionale imposta dalla legge fallimentare che, ancorché designato dal debitore, risponde del proprio operato direttamente al tribunale per la procedura concordataria. L’affermazione riportata dal giornale, secondo cui il dott. Costantini sarebbe stato selezionato direttamente è falsa. Atac infatti ha svolto una selezione fra i curricula di più professionisti, come avvenuto in fattispecie similari.
Per quanto riguarda l’importo degli emolumenti relativi alle prestazioni del dott. Costantini, ed anche quelli della società di revisione, i valori riportati nell’articolo sono inventati e significativamente superiori a quanto pattuito con il professionista. L’importo della prestazione dell’Attestatore risulta al di sotto dei minimi previsti dai decreti ministeriali di riferimento in materia. Infine, i contratti con i professionisti e consulenti richiesti dalla procedura concordataria verranno resi pubblici sul sito della società, nei termini previsti dalla vigente normativa. Atac diffida la stampa dal riportare notizie così gravemente lesive della verità dei fatti e si tutelerà in tutte le sedi”.

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