Covid: cluster dei supermercati dall’Eur al Casilino, il virus colpisce nella ‘’forneria’’

Quattro i lavoratori dell'IperCoop Casilino nelle scorse giornate sono risultati positivi seguiti da un dipendente della stessa catena nel centro commerciale Euroma2

II virus torna tra gli scaffali dei supermercati. E in pochi giorni si è sviluppato un focolaio che dal Casilino si è esteso all’Eur. Quattro i lavoratori dell’IperCoop Casilino che nelle scorse giornate sono risultati positivi al virus, più alcuni loro familiari.

E un altro caso confermato, oltre a un dipendente sintomatico in attesa di tampone, nel supermarket della stessa catena del centro commerciale Euroma2.

A collegare i due mini cluster è lo stesso reparto di lavoro: quello della forneria. È lì, nel “dietro le quinte’ della grande distribuzione, dove si sforna pane fresco h24, tra alte temperature e mascherine troppo spesso calate, che il virus ha trovato l’ambiente giusto per proliferare.

Il primo caso, all’IperCoop Casilino si è registrato una settimana fa, quando i primi due dipendenti, entrambi non vaccinati, sono risultati positivi. Poi, dopo qualche giorno, altri due: uno non vaccinato, un altro in attesa della seconda dose. Ma non finisce qui: uno tra i contagiati, prima dell’insorgenza dei sintomi, frequenta a sua volta un dipendente del centro commerciale dell’Eur e lo infetta, e così il Covid viaggia tra quartieri e supermercati.

A denunciare l’accaduto a ‘’La Repubblica’’ è Francesco lacovone, del direttivo Cobas nazionale, «Non è un bel segnale per l’arrivo dell’autunno – dice il sindacalista -. Quelli sono reparti particolari dove si lavorano le farine ed è difficoltoso respirare. Proprio per questo bisogna garantire livelli di attenzione adeguati, distanziamento e percorsi dedicati. Ormai i protocolli ministeriali sono datati e vanno adeguati alla variante Delta, così come bisogna garantire la mascherina np2 a chi, nei supermercati, lavora a contatto col pubblico. I dipendenti condividono gli stessi spazi e inoltre ‘migrano’ tra reparti».

E’ il caso della forneria, i cui addetti lavorano a stretto contatto con quelli del ‘Rico’, il bar della Coop, che servono cappuccino e cornetto ai clienti per tutta la giornata. Inoltre, sottolinea il sindacalista, «lo scorso anno non ci si poteva spostare tra punti vendita, mentre adesso i lavoratori possono farlo, e questo rende ancora più preoccupante la situazione».

L’aria che tira tra i dipendenti dell’IperCoop Casilino è di grande preoccupazione. «Sono tutti spaventati, soprattutto i fragili – spiega a ‘’La Repubblica’’ Leonardo Mignucci, delegato Cobas dell’ipercoop – dal capo area ho ricevuto risposte evasive sul tracciamento dei casi, da me sollecitato, e ha scaricato la responsabilità sulla Asl di appartenenza».

È vero: la Asl Roma2, di cui fanno parte entrambe le strutture, non ha ancora avviato l’indagine epidemiologica. Nessuna informazione dell’azienda sanitaria, e nessuna quarantena imposta. «Tutti i dipendenti continuano a lavorare, anche i contatti stretti dei casi» conferma Mignucci.

A questo si aggiunge una questione oggetto di diffida da parte del sindacato in un esposto: la mancanza di un numero congruo di Rappresentanti dei lavoratori sulla sicurezza: «Dovrebbero essere 30, sono solo 16 – conclude lacovone la sicurezza sul lavoro, in piena pandemia, non può e non deve essere una ‘scocciatura’ ma una pratica pervicace».

Approfondimento nel dossier

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna