Covid: Fipe Roma, “Tavolini al posto delle strisce blu”

"Per favorire la ripresa nonostante la richiesta del governo di riaprire solo all’aperto"

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“Chiederemo di sacrificare i parcheggi delle strisce blu a favore dei tavoli di bar e ristoranti, a questo punto e’ l’unico modo per salvare le aziende”. Luciano Sbraga, direttore di Fipe Confcommercio Roma, racconta all’AGI di aver passato il sabato al telefono con titolari di bar e ristoranti disperati per la road map governativa che prevede la riapertura dal 26 aprile ma con i clienti rigorosamente seduti all’esterno: “Purtroppo prevale il bicchiere mezzo vuoto perche’ la meta’ degli esercenti a Roma non ha tavoli all’aperto – spiega – e’ comprensibile che chi non sara’ in grado di riaprire e vedra’ invece altri colleghi farlo sia arrabbiato, soprattutto dopo mesi di inattivita’”.

La Fipe Confcommercio avrebbe preferito invece un protocollo rafforzato da un maggior distanziamento dei tavoli che avrebbe consentito pero’, chiarisce, “una riapertura uguale per tutti”. Il coprifuoco che limita l’orario dedicato alle cene per ora lo preoccupa meno: “Adesso e’ una questione secondaria, il vero problema e’ la sperequazione, in questo modo si creano figli e figliastri. La riapertura era il segnale che ci aspettavamo ma le regole non sono affatto quelle che volevamo”.

Fipe, che in questa settimana si rivolgera’ all’Anci per ridiscutere le regole relative all’occupazione del suolo pubblico, fa i conti: “A Roma nel 2020 bar e ristoranti hanno perso due miliardi di euro, in questi primi mesi del 2021 sono andati in fumo altri 400 milioni di euro, per un totale di duemila imprese chiuse e ottomila posti di lavoro persi – riassume – la riapertura, cosi’ come e’ stata pensata, non e’ un vaccino ma una semplice aspirina”.

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