Covid: romani più poveri, in aumento richiesta buoni spesa

Rapporto Campidoglio, 'stipendi ridotti e disoccupazione nell'anno della pandemia'

Stipendi fortemente ridotti (73,5%), perdita del lavoro (57,3%), fine dei risparmi (39,3%): sono queste le principali cause che hanno portato i cittadini romani, nell’anno Covid, a chiedere aiuti socio-assistenziali e buoni spesa. Lo rivela un rapporto di ricerca sulle nuove poverta’ nel territorio cittadino promosso e finanziato dall’Amministrazione Capitolina. Inoltre, sempre secondo lo studio, in tre casi su quattro (76,1%), si tratta di cittadini che hanno usufruito di questo tipo di aiuti per la prima volta e la stragrande maggioranza di loro (85,7%) non vede all’orizzonte un miglioramento della propria condizione.

“Questo lavoro di ricerca e’ stato avviato durante il periodo della pandemia. Un lavoro nato da un’esigenza fondamentale: provare a governare la pandemia. Abbiamo lavorato giorno e notte per intensificare i servizi”, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi, durante la conferenza stampa in Campidoglio. Lo studio, condotto dalla Fondazione Unicampus San Pellegrino per il tramite del suo SocioLab – Istituto di studi sociali, con la direzione scientifica del prof. Nicola Ferrigni, punta ad approfondire l’impatto dell’emergenza sanitaria da Covid-19 sul tessuto socio-economico capitolino, al fine di sondare l’impatto dei servizi e definire azioni amministrative sempre piu’ capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini. “Attraverso questo studio mettiamo nelle mani dell’Amministrazione informazioni essenziali per definire con sempre maggiore efficacia azioni di sostegno capaci di rispondere ai bisogni emergenti dei cittadini – ha proseguito la sindaca – . E’ fondamentale intercettare e dare risposte tempestive a un territorio, come quello della citta’ di Roma, quanto mai vasto e articolato. Roma Capitale in questi mesi di emergenza ha messo in campo una serie di iniziative volte al sostegno e all’assistenza di quanti si sono trovati in una condizione di forte vulnerabilita’ economica e sociale”.

Tra le cause enumerate di un peggioramento del benessere economico familiare anche quello di essere rimasti gli unici a portare un reddito in famiglia (28,1%). Tra gli intervistati emerge, la preoccupazione per la propria condizione economica: il 41,2% che si ritiene attualmente “molto” e “abbastanza” esposto al rischio poverta’. In caso di estrema necessita’, gli intervistati si rivolgerebbero alla rete familiare o amicale (rispettivamente il 70,7% e 53,7%), oppure allo Stato (il 67,9% a Roma Capitale, che gode anche della fiducia degli intervistati, il 63,9% ad altre Amministrazioni pubbliche quali, per esempio, l’Inps).

Parallelamente poi emerge una percezione positiva rispetto alla certificazione del ruolo sociale svolto dal volontariato (85,5%) e la rinnovata centralita’ dello Stato (65,9%), laddove invece appaiono piu’ circoscritti gli effetti positivi sul rafforzamento del senso di comunita’ (44,8%).

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