Cultura: Gotor, rilancio nelle periferie, 10 nuove sedi di Biblioteche

Saranno ristrutturate anche le sedi già esistenti. L’assessore alla cultura, intervistato da ‘’Il Messaggero’’, punta a farne centri polivalenti con orari di apertura più lunghi con sportelli di assistenza legale e psicologica

Assessore Miguel Gotor, sulla base delle risorse che Roma Capitale attende dal Pnrr, grande attenzione è riservata da lei alle biblioteche pubbliche della città. Cosa vorrebbe realizzare? 

«Il sindaco Gualtieri e questa amministrazione hanno deciso di orientare una parte dei fondi, circa 50 milioni di euro, per costruire una decina di nuove biblioteche e per ristrutturare le 40 sedi già esistenti, migliorandone le infrastrutture energetiche, tecnologiche e digitali e aumentando notevolmente i servizi che offrono , Vogliamo farne dei centri culturali polivalenti con orari di apertura più lunghi e con nuovi servizi aperti al cittadino: dagli sportelli di assistenza legale o psicologica ai corsi di formazione, dagli spazi di studio aperti anche la notte a quelli destinati all’espressione artistica e al coworking». 

Ad oggi esistono circa 40 sedi ma le condizioni in cui versano gli spazi sono a volte raccapriccianti. Ha già in mente una scala di priorità? 

«Prevediamo di intervenire su 23 delle 40 sedi a partire dalle criticità maggiori che l’istituzione Biblioteche di Roma ha già iniziato ad affrontare».

Con 50 milioni cosa si potrebbe fare e da dove partire? 

«Abbiamo già individuato le nuove sedi di cui c’è bisogno con l’obiettivo di coprire delle aree della città dove attualmente scarseggiano le biblioteche soprattutto nel quadrante sud tra Tuscolano, Centocelle e Cinecittà. A Roma una biblioteca serve 71.248 abitanti contro i 30.960 di Parigi. Nasceranno nuove biblioteche anche in aree più lontane come ad esempio Selva Candida, La Rustica o Cesano. Tra gli interventi che stiamo programmando uno dei più interessanti riguarderà la Fornace Veschi, nella zona di Valle Aurelia, che da simbolo dell’abbandono tornerà a vivere come un polo culturale pubblico così come da tempo chiedevano i cittadini. Come prevede il Pnrr tutti i lavori dovranno essere finiti entro il 2026: produrremo fatti non chiacchiere o promesse». 

Ha in mente progetti specifici soprattutto per quelle realtà di periferia? 

«Abbiamo l’obiettivo di portare le Biblioteche a essere qualcosa di più di quello che sono state finora per dare pienamente corpo alla loro vocazione naturale, che è quella di essere, oltre a dei luoghi di studio, anche dei veri e propri aggregatori di cittadinanza così da favorire un accesso democratico alla cultura. Ho coinvolto nel progetto la docente Chiara Faggiolani della Sapienza, una specialista di valutazione e uso delle biblioteche che si è formata alla scuola di Giovanni Solimine. Vogliamo promuovere una campagna di comunicazione per renderle più ‘visibili’ con una nuova segnaletica, anche alle fermate della Metro. Inoltre, allungheremo l’orario di apertura. In questo ambito il lavoro è già iniziato; proprio in questi giorni, infatti, grazie a un contributo del presidente della Regione Nicola Zingaretti, che ringrazio, stiamo mettendo a punto un programma che prevede di aprire fino a mezzanotte le biblioteche del Quarticciolo, Flaminia. Casa delle Letterature, Pier Paolo Pasolini, Marconi e Valle Aurelia. Da maggio a ottobre si aggiungerà anche l’apertura prolungata degli spazi della terrazza di Casa della Memoria e della Storia a Trastevere: fino alla mezzanotte nel corso della settimana e dalle 10 alle 18 il sabato e la domenica”. 

Capitolo personale: nella precedente amministrazione è capitato che figure specifiche, come i bibliotecari, vincitrici di concorso pubblico, fossero assegnate ad altre mansioni (impiegati nei Municipi ad esempio) creando di fatto un sottorganico che ha costretto diversi centri alla chiusura o alla drastica riduzione di orario, lei pensa di intervenire? 

«Questo è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ho segnalato alle strutture preposte la necessità di stabilire un piano di riassegnazione alle istituzioni Biblioteche dal momento che il Comune sta via via assumendo nuove figure professionali più idonee a ricoprire le funzioni amministrative che stanno ora esercitando. Un dato numerico significativo riferito all’anno 2017 (quando le biblioteche di Roma erano 35): mentre i dipendenti delle biblioteche di Parigi erano 1.421 a Roma erano 340. E’ evidente che in vista dell’apertura delle nuove biblioteche bisognerà l’infoltire i ranghi, ma tra Università e Scuola Vaticana a Roma non mancano luoghi per la formazione di nuovi bibliotecari specializzati». 

Patrimonio librario: è possibile pensare a un nuovo piano di acquisizione? 

«Biblioteche di Roma nel 2021 ha già investito in nuovi acquisti esattamente 624.973,42 euro, tra risorse proprie (496.105,24 euro) e contributi del Mie (128.868,18 euro). Per il biennio 2022-2023 si prevede un investimento analogo. Ma lavoreremo per aumentare gli stanziamenti e per iniziative di promozione della lettura. Annuncio poi che Roma finalmente firmerà i «Patti per la lettura» allineandosi con le principali città italiane».

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