Dazi Usa-Ue, per Coldiretti Lazio intesa positiva: “Bene formaggi e vino”

Il presidente Granieri afferma di voler vedere i dettagli del memorandum, ma è ottimista. Occasione per riprendersi dalla crisi legata al Covid. La Cia: “Gli USA mercato strategico”

Mercato Coldiretti al Circo Massimo
Mercato Coldiretti al Circo Massimo

E’ cauto David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, dopo lo stop di ieri ai dazi Usa-Ue. Il Lazio è la quinta regione a livello nazionale per numero di aziende, e fino a prima del lockdown la performance di questo settore era eccellente. Nel 2019 infatti la produzione era aumentata del 4,3, e il valore aggiunto del 6,7%. Dunque Coldiretti aspetta di vedere i dettagli dell’accordo, anche se esso viene definito “positivo” da Granieri.

“Come export – dice Granieri – In passato abbiamo puntato sul pecorino romano fatto nel Lazio e più in generali sui formaggi, sul vino, e sul pomodoro industriale che viene dalla zona del viterbese. La crisi legata al Covid ha colpito duro anche il Lazio, e dunque qualsiasi caduta di barriere doganali è ben accetta. Ma è presto per vedere risultati concreti”.  In effetti, nel 2020 e nei primi del 2021 le aziende agricole della regione hanno fatto registrare cali di fatturato anche del 30%. Un ulteriore aiuto per risollevarsi dalla crisi arriverà dal biologico, molto apprezzato negli USA.

Va fatto notare che una parte della produzione agricola non è esportabile. Le ripercussioni dell’emergenza sanitaria hanno colpito soprattutto le attività legate all’agriturismo (-60,8% in volume e -60,5% in valore). Il settore, che comprende anche le attività ricreative e sociali e le fattorie didattiche, nel 2020 ha subìto un calo del valore della produzione di circa 950 milioni di euro. Granieri pois fa notare che “la pandemia ha messo ko il canale Horeca con inevitabili ripercussioni a cascata sull’intera filiera. L’impatto della crisi innescata dal Covid ha tagliato del 27% il turismo enogastronomico e messo a rischio i 5.266 prodotti alimentari tradizionali custoditi lungo tutta la Penisola”. 

“L’agroalimentare Made in Italy è un settore particolarmente sensibile agli scambi commerciali, con un export che vale 46 miliardi di euro nell’ultimo anno -spiega il presidente nazionale di Cia, Dino Scanavino-. E proprio gli Stati Uniti rappresentano un mercato assolutamente strategico per le esportazioni di cibo e bevande tricolori, con un valore complessivo vicino ai 5 miliardi. Per questo, siamo soddisfatti di questo ritorno al dialogo e al multilateralismo, attraverso decisioni condivise, per sorpassare definitivamente l’incubo dazi doganali e ampliare, invece, le opportunità di creare ricchezza attraverso l’export, prima di tutto quello agricolo e alimentare che ci riguarda più da vicino”

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