Il presidente della Regione Lazio, intervenuto a margine di un evento nella capitale, punta il dito contro il Partito Democratico accusandolo di cercare “un pretesto per far fallire” il disegno di legge costituzionale su Roma Capitale, la cui prima discussione in Aula a Montecitorio è fissata per il 9 marzo.
La scintilla è un’intervista rilasciata a Repubblica dal deputato dem Claudio Mancini, che ha parlato di un “spirito antiromano” aleggiante nella riforma. Una lettura che Rocca respinge con forza: “Non credevo nei miei occhi. Fino a che punto si potesse spingere Mancini a dire una cosa del genere”. E aggiunge, secco: “La smettessero una buona volta”.
Secondo il governatore, la chiave per smontare l’accusa sta nella natura stessa dell’emendamento in discussione, presentato dalla Lega ma ritenuto espressione dell’intero governo: il testo estende le competenze non solo a Roma ma a tutte le Città metropolitane italiane. “Andate a vedere chi le governa”, ha detto Rocca. “Roma, Milano, Napoli, Firenze, Bologna, Torino, Venezia, Bari, Cagliari: quasi tutte al centrosinistra. Solo un paio al centrodestra. Dove sarebbe l’intenzione antiromana?”
La vera ragione dell’opposizione dem, secondo Rocca, è più prosaica: “Questa è una legge che la presidente Meloni ha voluto, e quindi non si vuole darle un vantaggio. Stanno facendo campagna elettorale sulla riforma anziché guardare al bene della città. È l’aspetto più triste di tutta la vicenda”.
Il governatore ricorda anche che per un decennio il centrosinistra ha governato il Paese senza mai dotare Roma dei poteri che oggi la riforma si propone di assegnarle. “La presidente Meloni ha fatto un lavoro straordinario per portare un testo che dia alla capitale quei poteri che non ha mai avuto”, ha sottolineato, rivendicando che l’intera coalizione di centrodestra ha spinto con convinzione in questa direzione.
Nonostante le polemiche, Rocca si dice cauto ma fiducioso: “Sono sicuro che per il 9 marzo si troverà una soluzione”. L’alternativa, avverte, sarebbe qualcosa di “spudorato”: far naufragare “una riforma utile a tutti i romani per non offrire quello che loro pensano sia un vantaggio per il centrodestra”.