Degrado: Campitelli (storica dell’arte), serve manutenzione degli spazi ed educare i giovani

Secondo l’esperta, già dirigente della Sovrintendenza, nel degrado generale ci si sente autorizzati agli scempi. Occorre un intervento di manutenzione continuo e non occasionale

“Purtroppo gli atti vandalici ci sono sempre stati. Prevenirli? Non si possono mettere telecamere e poliziotti a ogni angolo della città”. Storica dell’arte e dei giardini di Roma, Alberta Campitelli, intervistata da ‘La Repubblica’ sfoglia il report della Sovrintendenza capitolina, di cui è stata dirigente, e tira dritto: “Questi numeri raccontano quello che è stato fatto. Non quello che manca. Offre una visione parziale e la maggior parte sono interventi di facciata”.

Per esempio?

“Prenda le scritte sulla Gloriette di villa Sciarra e la loro pulizia. Una goccia in un mare magnum di degrado. Lì ci sono edifici abbandonati, il verde sta morendo, le palme sono state uccise dal punteruolo rosso, il belvedere è crollato da anni. Ora è stato impostato un lavoro per rimettere tutto in ordine. Ma i singoli interventi di pulizia fin qui sono stati solo di facciata”.

Da tecnica, cosa suggerirebbe al prossimo sindaco?

“Di mettere mano al bilancio e di finanziare la manutenzione ordinaria del patrimonio capitolino, in modo da renderla continua e non occasionale. E poi bisogna pensare ai giovani». Come? «I ragazzi vanno educati al rispetto per i propri monumenti, devono essere accompagnati nella presa di coscienza del valore identitario di questi oggetti. Se il cittadino non capisce che questo è il nostro patrimonio, la nostra identità… il lavoro va fatto a monte».

Cosa può fare il Comune?

“Le visite guidate perle scuole sono da sempre il modo migliore per avvicinare i giovani al patrimonio artistico e monumentale di Roma. Purtroppo negli anni si sono ridotte. Bisogna ripartire dalle aule, per esempio approfondendo le possibilità offerte dai progetti scuola-lavoro. Nel report, per citare un altro caso, si trovano tanti busti del Pincio vandalizzati”.

Quindi?

“Spesso a fare certe cose sono ragazzi annoiati. Bisogna dare loro delle alternative. Spazi per fare… .”

Nel report della Sovrintendenza ci sono anche casi come quello dell’Elefante di piazza della Minerva.

“Per monumenti di particolare importanza si può pensare a un sistema di videosorveglianza come deterrente. Ma, lo ripeto, non si possono piazzare telecamere ovunque. Il messaggio fondamentale da trasmettere è quello di una città pulita e decorosa. Basta questo per respingere i vandalismi più stupidi e superficiali. Direi che sono più o meno 1’80% del totale. E possono essere evitati”.

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