Degrado: si mobilitano i residenti nei quartieri

Degrado e malamovida, ieri hanno manifestato in centinaia a San Lorenzo, oggi assemblea e sit-in dei residenti del Pigneto

Sale la protesta dei residenti di molti quartieri della Capitale abbandonati nella sporcizia.

Ieri in centinaia si sono radunati in piazza dell’ Immacolata a San Lorenzo per chiedere più decoro per il quartiere e l’intervento della sindaca Virginia Raggi, che avrebbe promesso di incontrarli insieme al Prefetto.

Anche al Pigneto viene denunciata una situazione insostenibile riguardo a rifiuti e  cattivi odori; oggi i residenti si riuniranno in assemblea.

«Non siamo più un quartiere per famiglie, ormai la zona è invivibile», denuncia a ‘’Il Corriere della Sera’’ Katia Pace, rappresentante del comitato San Lorenzo.

La lista delle criticità stilate dagli abitanti è lunga: «Rifiuti, sporcizia e cattivo odore ovunque; Villa Mercede parzialmente chiusa da due anni ; il mercato rionale lasciato morire dall’inerzia delle istituzioni. E poi marciapiedi rotti e muri imbrattati; parchi privi di aree ludiche adeguate e di area cani e invasi da bottiglie di vetro; illuminazione pubblica insufficiente e insicurezza per le vie del quartiere».

«Siamo il quartiere degli shottini, dove la speculazione edilizia e gli affitti troppo cari attirano solo gli studenti fuori sede», spiega Katia Pace che non nega le responsabilità dei proprietari degli appartamenti per l’incontrollata presenza degli universitari.

Mentre l’opera geometrica dello street artist Leonardo Crudi ha perso i suoi colori, sotto uno spesso strato di sporcizia fatto di spumanti caduti a terra, coriandoli, carta, bicchieri e bottiglie.

Anche il lavaggio di strade e piazze è tra le richieste dei residenti.

«La settimana scorsa avevamo i portoni invasi dai rifiuti perché l’Ama non è passata a raccogliere la differenziata per giorni», denuncia Tony Crivaro, vicepresidente del comitato San Lorenzo.

Soffrono anche le attività commerciali: «Hanno chiuso una decina di ristoranti in questi mesi di pandemia», dice Carla Persiani, presidente dell’associazione commercianti di quartiere e anch’essa ristoratrice.

Chi resiste deve fare i conti anche con la malamovida che crea schiamazzi, assembramenti e violenza. «Serve invertire l’orario di vigilanza, non dalle 18 all’una, ma da mezzanotte alle 6 di mattina», spiega Persiani.

 

 

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