Dehors: scontro Governo-Comune sulle nuove regole

Con un emendamento al Ddl Fratelli d`Italia chiede proroga fino al 2024, ma il Comune ha pronto nuovo piano. L’assessora Lucarelli rivendica il ruolo dell'amministrazione

Tra il Comune, che studia nuove regole per mettere fine il 31 dicembre 2023 alla giungla dei tavolini all’aperto, e i commercianti che invece resistono per tenere le pedane negli spazi pubblici. A riaccendere la disputa, mai del tutto spenta, scrive ‘’La Repubblica – è l’emendamento al decreto legge Concorrenza a firma di Andrea De Priamo, senatore di Fratelli d’Italia: un testo che chiede al governo di prorogare al 31 dicembre 2024 la scadenza per l’occupazione di suolo pubblico di bar e ristoranti. Che, da maggio 2020, avevano potuto sfruttare il 35% di spazio in più all’esterno o, qualora non ne disponessero, potevano chiederne per una misura pari al 35% della superfìcie interna del locale. 

A beneficiarne sono stati migliaia: da maggio 2020, in un anno e mezzo, sono arrivate oltre 6700 richieste. Numeri enormi. Ecco perché lo scenario di un ulteriore slittamento, dopo quello del decreto Milleproroghe, non piace al Comune. Netta la bocciatura di Monica Lucarelli, assessora alle Attività Produttive: «Forse il Governo non si è accorto che la pandemia è finita e che i dehors senza autorizzazioni non rispondono più alle necessità per cui sono stati introdotti. Una deregolamentazione che lede la nostra città, il nostro patrimonio culturale e i nostri cittadini». 

Da qui l’appello al Governo di Lucarelli: «Bocciare l’emendamento è un atto democratico. L’Italia non è un regno, è compito dei Comuni decidere come governare la propria città, è compito nostro lavorare per la Roma del futuro». 

Lucarelli quindi stilerà un nuovo regolamento per le occupazioni di suolo pubblico per le attività di somministrazione. Anche per contrastare il fenomeno dell’ abusivismo. Alla base delle nuove norme ci saranno dei criteri oggettivi, ancora al vaglio dell’Assessora, per concedere la superficie da occupare. 

La città rimarrà divisa in tre zone: il suburbio, che comprende le periferie, la città storica ed il sito Unesco, diviso in tessuti territoriali. La quantità di spazio da concedere potrà dipendere dall’area di apparenza dell’attività commerciale (a Trastevere, quartiere saturo, il numero diminuirà) e anche alla sua metratura interna: più il locale è piccolo, meno spazio avrà per posizionare le pedane all’aperto. 

I commercianti, invece, sperano che l’emendamento al Ddl concorrenza sia approvato. A prendere voce è Sergio Paolantoni, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi: «È necessario – sottolinea a ‘’La Repubblica’’ – un riordinamento del regolamento dei dehors per dare certezze alle imprese del comparto e soprattutto per sconfiggere l’abusivismo e la malamovida, che sono piaghe per il nostro settore. D’altra parte non possiamo che accogliere con soddisfazione l’emendamento presentato, che proroga fino a dicembre 2024 la possibilità di mantenere i dehors attualmente presenti. Ciò consentirebbe di terminare il lavoro che stiamo proficuamente svolgendo con il Comune». Dal Campidoglio confermano la volontà di dialogare, ma non hanno intenzione di aspettare altri 14 mesi per porre fine a un’eccessiva occupazione di suolo pubblico.

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