Diciotti/UE: vince il governo degli italiani

Il caso sollevato da Salvini (ora indagato) diventa un’ opportunità per cambiare il rapporto con l’ Europa. No del Premier Conte al bilancio di previsione.

 

 

Quando il Premier Silvio Berlusconi ricevette un avviso di garanzia, la Lega, allora guidata da Umberto Bossi, fece cadere il governo.

Oggi Matteo Salvini, fresco di indagine pure lui, non ha nulla da temere dagli alleati Cinquestelle e quindi dal Tribunale dei Ministri, chiamato a dare il via libera alla Procura di Agrigento. Anzi l’iniziativa della magistratura secondo Salvini è una vergogna, uno smacco alla voglia di cambiamento di 60 milioni di italiani.

Il Vicepremier non si preoccupa dell’essere indagato per sequestro di persona, per quegli immigrati trattenuti da oltre una settimana sulla nave della Guardia Costiera ‘’Diciotti”.   Anzi da Pinzolo, dove ha tenuto un comizio,  Salvini ha chiesto di alzare la mano a chi volesse essere indagato, per la stessa motivazione, con lui. E in moltissimi hanno subito risposto alzando le braccia.

Anche se alla fine c’è stato lo sbarco definitivo dalla ‘’Diciotti’’ (20 immigrati accolti rispettivamente dall’Albania e dall’Irlanda e un centinaio dalla Chiesa italiana) la vicenda ha dimostrato inequivocabilmente il deficit di solidarietà dell’ Unione Europea verso il nostro Paese. E gli italiani hanno avuto l’ennesima palese conferma di quanto poco contiamo in e per quell’Europa definita UNITA.

Le reazioni delle opposizioni che insistono nel sottolineare invece una sconfitta per il governo Conte, non scalfiscono certo la diffusa stanchezza degli italiani, rimarcata da Federico Fubini sul Corriere della Sera, di doversi adattare a un modello europeo superiore alle loro possibilità economiche e non.

Per adeguare il Paese all’Euro e raccoglierne i frutti siamo stati finora spinti dagli altri governi a imitare la Germania e a sottoporci a sacrifici per seguire  (e un giorno forse raggiungere) il modello nordeuropeo. Ma ciò, non portando ad alcun risultato positivo, ha finito per alimentare una sorta di complesso di inferiorità e di continuo senso di debolezza, ormai da tempo mal sopportato.

IL caso ‘’Salvini-Diciotti’’ è stata l’opportunità per cominciare quel cambiamento nei rapporti con l’Europa, finora soltanto annunciato e che, secondo Fubini, potrebbe essere vissuto dagli italiani come ‘’una tremenda vendetta’’. Lo dimostra chiaramente la decisione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di  NON avallare, per la prima volta, il bilancio di previsione dell’Unione Europea, visto che  so ostina a sostenere una politica unitaria assolutamente incoerente sul piano sociale.

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