Donnarumma (Acea):investiremo 2 miliardi. Riaprono fontanelle

“Un'opportunità irripetibile per rimettere in moto l'economia della Capitale", ha spiegato a Il Tempo, l'amministratore delegato della multiutility capitolina

Due miliardi di euro da investire sulla città di Roma. È il biglietto da visita che Acea presenta al suo territorio di riferimento. “Una dote finanziaria a disposizione per cinque anni e che consentirà non solo di modernizzare le reti elettriche e idriche, per portarle agli standard delle grandi metropoli europee, ma che rappresenta un’opportunità irripetibile per rimettere in moto l’economia della Capitale”. Lo ha spiegato a Il Tempo, l’amministratore delegato della multiutility capitolina Stefano Donnarumma in un’intervista nella quale anticipa che i ‘nasoni’, le tipiche fontanelle di Roma, che la scorsa estate erano stati chiusi per l’emergenza acqua, sono gradualmente in corso di riapertura seguendo programmi condivisi con i municipi. L’elemento più importante rimarcato da Donnarumma sono gli investimenti: “Nel piano industriale – ha spiegato – abbiamo previsto 3,1 miliardi di investimenti complessivi nei diversi settori. Ma solo a Roma ne saranno dedicati ben due. Degli 1,6 miliardi stanziati per l’idrico 700 milioni sono per l’acqua della Capitale, senza contare quindi la depurazione che è da considerare un capitolo a parte. Per le reti elettriche, fino al 2022, sarà speso circa un miliardo, mentre altri 200 milioni saranno destinati all’ambiente con la costruzione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti. Uno stanziamento che fa di Acea la più grande stazione appaltante del Centro Italia. Ma che soprattutto rimette in moto l’economia della città “.

Dunque Acea volano di sviluppo di una Roma che fa fatica a riagganciare la ripresa? “Sicuramente – ha risposto l’ad – diamo un contributo fondamentale all’indotto romano. I lavori che affidiamo sono ad alto assorbimento di manodopera. Inoltre costruiamo infrastrutture e abbiamo bisogno di forniture rilevanti di materiale. La filiera industriale del territorio è quella che maggiormente potrà approfittare delle opportunità. Il nostro piano è un’occasione per rafforzare l’azienda e creare valore per gli azionisti ma anche una spinta poderosa al Pil del territorio e all’occupazione”. Con questi investimenti Acea riuscirà a dissetare i romani che la scorsa estate hanno temuto l’incubo razionamento? “La crisi idrica a Roma – risponde l’ad di Acea – c’è ancora. Le piogge delle ultime settimane, sopra le medie stagionali, non hanno ancora ridotto il gap di disponibilità di acqua prodotto dalla siccità del 2017. C’è per un segnale di miglioramento perché le fonti di approvvigionamento registrano una lieve ripresa”. Allora il peggio è passato? “La criticità massima sì. Ma la quantità a disposizione è inferiore alle medie storiche. Oggi mancano nella rete circa 1600 litri di acqua al secondo anche se, le operazioni di miglioramento effettuate e in corso, ci consentono di continuare ad assicurare il servizio ai romani senza particolari problemi. Nei momenti di massima criticità mancavano mediamente circa 2 mila litri al secondo rispetto ai 16/17 mila richiesti. Abbiamo già recuperato il 12%”.

Quali interventi sono stati avviati? “A oggi abbiamo contabilizzato circa 6200 interventi di riparazione delle perdite nei tubi. La prima verifica sui 5400 chilometri di rete si è chiusa mesi fa e stiamo per concludere il secondo round. Poi abbiamo avviato la cosiddetta distrettualizzazione, abbiamo cioè diviso le zone in funzione della pressione richiesta nelle tubature. Questa maggiore attenzione, insieme alle campagne di comunicazione, la terza partirà a breve, volte a sensibilizzare i cittadini sul tema del risparmio della risorsa idrica, ha consentito di preservare l’acqua di alcune fonti in attesa dell’estate”.

Inoltre “Sta per partire l’iter di approvazione per il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera. Un’opera strategica per Roma, che consentirà di mettere al sicuro l’approvvigionamento idrico della Capitale per i prossimi cento anni. Daremo ai romani acqua di fonte naturale, come è stato per millenni nell’Urbe, e vogliamo che questo continui a lungo”.

Venendo all’illuminazione della città. “La Capitale sarà presto tutta coperta da luci a led. Su un totale di circa 200 mila lampade, sono circa 185 mila quelle interessate dal cambio con la nuova tecnologia. Le abbiamo sostituite quasi tutte – annuncia Donnarumma – ne mancano 20 mila, una parte delle quali saranno installate entro la fine di marzo. Ne resteranno solo 5mila per i quali sono previsti tempi più lunghi ma solo per una ragione di rispetto delle caratteristiche di alcune zone centrali. In alcune zone del centro storico, abbiamo individuato tipologie particolari di lampioni per in grado di mantenere le atmosfere originali, studiando le soluzioni con università e soprintendenze “.

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