Ecco perché smog fa più male agli automobilisti che ai ciclisti

Federico Del Prete di Legambici a Radiocolonna: lo sviluppo dell’elettrico? Attenzione al litio

Lo smog in città nuoce più agli automobilisti fermi nel proprio abitacolo che ai ciclisti che sfrecciano ai bordi delle strade. La soluzione è lo sviluppo dell’elettrico? Il litio è il nuovo petrolio e il suo sfruttamento avviene in aree geopolitiche complesse come l’Afghanistan.

Parola di Legambici, spin off di Legambiente dedicata alla ciclabilità.

All’indomani dei dati sull’inquinamento a Roma diffusi dalla campagna ‘Treno Verde’, Radiocolonna ha chiesto proprio a Legambiente gli effetti dello smog su ciclisti, pedoni e automobilisti.

“La concentrazione di inquinanti all’interno degli abitacoli delle automobili è molto più alta di quella subita dal ciclista, che si muove a una quota più alta rispetto ai bocchettoni degli scarichi – spiega a Radiocolonna Federico De Prete, responsabile Legambici – gli effetti negativi si vedono anche sui ciclisti, certo, ma meno rispetto alla passività dell’automobilista che non si rende conto di ciò che respira dentro una specie di camera a gas.”

Secondo Del Prete, queste sono le premesse per investire più in ciclabilità e per rivedere la mobilità in generale, anche considerando la crisi del settore automotive.

“Bisogna restituire la libertà di scelta ai cittadini su come muoversi. I pedoni non sono rispettati, gli utenti del trasporto pubblico non vengono garantiti, i ciclisti hanno problemi di sicurezza e gli automobilisti sono schiavi dell’automobile – spiega – tolti Lussemburgo, Monaco e poche altre realtà, l’Italia ha il rapporto più alto tra cittadini e auto, 625 ogni mille abitanti. Gli USA ne hanno 440, per rendere l’idea”.

Il futuro è l’elettrico?

Su questo punto il responsabile Legambici è cauto, ammette che l’elettrico possa risolvere alcuni problemi di inquinamento ma non quelli legati al tempo e allo spazio.

“L’elettrico sposta l’inquinamento dal petrolio al litio, che difatti sul fronte finanziario sta schizzando alle stelle con una modalità estrattiva tragica” segnala Del Prete.

Capitolo spazio pubblico: Legambici è convinta che si debba ripensare l’idea del parcheggio come ‘diritto’ dell’automobilista e non come uno spazio di tutti, spesso occupato in maniera impropria dalle macchine. “È impensabile acquistare il prodotto di un’azienda privata e con quello occupare lo spazio pubblico a proprio piacimento – conclude – le nostre città sono diventati dei grandi parcheggi. Amsterdam ha la metà delle automobili di Milano e incassa 200milioni di euro all’anno di parcheggi, Milano 30milioni. La strada è di tutti, dei ciclisti ma anche dei pedoni. Cominciamo a costruire ciclabili non sui marciapiedi ma sulla carreggiata, magari facendo anche uso di dissuasori per ridurre la pericolosità delle auto, che a una certa velocità diventano armi improprie”.

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