Economia Lazio: export in aumento del 18,4%, giro d’affari da 14 miliardi

Report di Intesa Sanpaolo sul primo semestre: cifre distanti solo l'1,4% rispetto a inizio crisi. Ottimismo nell’aereospaziale e nelle telecomunicazioni, in frenata la farmaceutica

Nel primo semestre 2021 il valore delle esportazioni dei poli tecnologici del Lazio ha raggiunto i 6,6 miliardi, in lieve aumento rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto emerge da un inedito report del gruppo bancario Intesa Sanpaolo, che il ‘Corriere della Sera’ è in grado di anticipare.

Se aerospaziale e telecomunicazioni mostrano segnali di ottimismo, la farmaceutica registra una frenata dopo l’exploit degli ultimi anni. In particolare da gennaio la filiera delle imprese specializzate nel volo oltre l’atmosfera ha moltiplicato le vendite all’estero del 48,3%, raggiungendo i 788 milioni del 2019.

Tra i compratori più interessati Egitto (+ 76 milioni), Indonesia (+ 56,4) e Regno Unito (+ 46,9). Decollano invece verso Germania, Emirati Arabi, Qatar e Cina i prodotti utili alla trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni. A giugno il comparto è salito del 35,3%, toccando quota 479 milioni. A spingere ulteriormente il trend già positivo del primo trimestre è stata la brillante prestazione delle aziende romane, che insieme hanno chiuso il 62,4% di contratti in più. Scenario ben diverso per le industrie di medicine, cosmetici e integratori alimentari.

Il brusco calo del 17,1% tra aprile e maggio ha spinto la variazione semestrale al – 5,7%, ma i livelli del commercio oltreconfine sono comunque sopra i 5,4 miliardi. Sarà l’andamento delle vaccinazioni a stabilire se le percentuali torneranno positive. Intanto però hanno diminuito le importazioni Gran Bretagna (-77,4%), Francia (-59>8%) e Stati Uniti (-16,4%).

Segni meno che non preoccupano più di tanto gli addetti ai lavori, consapevoli di trovarsi di fronte a una decelerazione fisiologica, seguita al +40% di due anni fa. Tanto che il principale mercato di riferimento, quello belga, ha superato in controtendenza i 2 miliardi e a ottobre l’Agenzia europea del farmaco ha dato il via libera alla produzione dei vaccini nello stabilimento della società Catalent di Anagni.

Nel rapporto trovano spazio anche le analisi di due distretti tradizionali: la ceramica di Civita Castellana e l’orto frutta dell’Agro pontino. Dal viterbese sono state inviate merci per 56,6 milioni di euro, con un progresso dell’i,9% sull’era pre-Covid. Decisivo l’aumento degli ordinativi da Austria (25%) e Svizzera (31%). Mentre è grazie alla Germania che ne acquista quasi la metà, se dalla provincia di Latina è partito il 10% in più di frutta e verdura.

Complessivamente l’export laziale di oggi è distante solo l’1,4% dal giro d’affari di inizio crisi. “Siamo arrivati a 14 miliardi nei pruni sei mesi dell’anno e un tasso di crescita del 18,4% – dice a il ‘Corriere della Sera’ il responsabile regionale di Intesa Sanpaolo, Pierluigi Monceri -. Il ricorso al credito in risposta al lockdown ha soddisfatto l’esigenza di detenere scorte liquide per finalità precauzionali. Ne è conseguito un incremento della liquidità a loro disposizione, un tesoretto da cui ripartire per stimolare gli investimenti”.

Ma c’è chi vede nell’eccessiva esposizione debitoria delle società un rischio per la ripresa. “Le richieste di prestiti sono salite del 12% nell’ultimo anno, ma gli imprenditori ricorrono ai finanziamenti soprattutto per saldare i debiti con fisco e fornitori – ricorda il segretario della Cna capitolina, Stefano Di Niola -. La progressiva chiusura degli sportelli di zona per accorpamento delle risorse ha privato i datori di quei riferimenti relazionali utili a velocizzare le pratiche”.

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