Edilizia, l’allarme dei costruttori romani: costi alle stelle e materiali introvabili, a rischio ripresa Paese

Rebecchini (Ance Roma-Acer): " Si deve invertire la tendenza. Nessuno può più attendere"

«Il rincaro dell’energia, l’aumento dei prezzi dei materiali, la chiusura degli impianti di produzione, le difficoltà di reperire a costi sostenibili bitume, acciaio, materiali plastici e alluminio costringono le imprese edili a fermarsi e a chiudere i cantieri. Siamo nella tempesta perfetta». Così dichiara Nicolò Rebecchini, Presidente di Ance Roma – ACER.

«Siamo consapevoli della gravità del momento sul piano internazionale e delle drammatiche conseguenze che si riflettono su milioni di cittadini, alle prese con caro-bollette e nella morsa degli aumenti – aggiunge il Presidente dei costruttori romani – ma siamo preoccupati, perché a queste condizioni nessuno sarà in grado di svolgere il proprio ruolo, in particolare le imprese, per ciò che gli è stato commissionato, è inevitabile che si fermino». Per Rebecchini: «Già si avvertono i primi segnali: blocco dei trasporti, chiusure delle fabbriche, rincari alle stelle. Non facciamo richieste di comparto, esortiamo però a fare presto».

«Si deve invertire la tendenza. Nessuno può più attendere – prosegue – servono misure per fermare l’impennata dei prezzi e per compensare adeguatamente gli aumenti intervenuti, modificando anche scelte e indirizzi adottati fino ad ora. La situazione è fuori controllo e non porterà lontano, gli aumenti giornalieri creano disagi non solo economici ma anche sociali. Inutile parlare di PNRR se oggi non facciamo scelte difficili, ma necessarie» conclude Rebecchini.

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