Elezioni: Centrodestra, trovata l’unità elettorale nel segno della Meloni

La leader di Fratelli d'Italia è riuscita a far passare quasi interamente la sua linea in vista del voto del prossimo 25 settembre.

Il centrodestra ha trovato l’unità in vista delle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Non sembra al momento un’unità di facciata, ma certamente non tutti i problemi che hanno creato dissapori in questi anni sono stati risolti. Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sono riusciti a superare gli ostacoli che si frapponevano ad una rinnovata intesa ed ora possono guardare con maggiore fiducia all’appuntamento elettorale.

A giudizio di tutti e tre, in questa trattativa non ci sono stati “vincitori e vinti”, ma una cosa è certa. La leader di Fratelli d’Italia è riuscita a far passare quasi interamente la sua linea, ovvero che: la designazione del premier, in caso di vittoria, spetterà al partito della coalizione che sarà uscito più forte dalle urne; il programma elettorale deve essere comune e comunque non “un libro dei sogni”; la sottoscrizione di un “patto anti-inciucio” per tentare di evitare divisioni dopo il voto. Giorgia Meloni è riuscita anche ad ottenere una suddivisione dei collegi elettorali uninominali che vede FdI aggiudicarsi il 45% (anche se la richiesta era del 50% in base ai sondaggi).

Dunque, ora la leader della destra italiana può dedicarsi con maggiore attenzione alla compilazione delle liste elettorali (ogni designazione dovrà avere il suo placet), alla scrittura del programma elettorale e, soprattutto, a curare quei legami indispensabili in Europa e oltreoceano se vuoòe approdare a Palazzo Chigi. Se riuscisse, sarebbe la prima volta, dopo 76 anni di repubblica, che la figura di presidente del Consiglio sia ricoperta da una donna.

Le possibilità del suo approdo ai vertici del governo non sono poche e da un po’ di tempo sia a livello italiano che europeo, sia negli Stati Uniti, l’attenzione si è spostata su di lei, sia per conoscerla meglio, sia per combatterla. Dal centrosinistra italiano e dai suoi fiancheggiatori è già partito un fuoco di sbarramento con richiami al suo passato “fascistoide” (che non sarebbe del tutto dimenticato), sia alle presenze tra le fila di FdI di personaggi che non disdegnano in incontri conviviali e di partito il “saluto romano” e quant’altro possa avere attinenza con il regime fascista e Benito Mussolini.

Tutto questo Giorgia Meloni se lo aspettava e quindi non si trova del tutto impreparata di fronte agli attacchi che le stanno piovendo addosso. Da romana doc (della Garbatella), sa rispondere a dovere e, nello stesso tempo. sa quando bisogna tacere e stare tranquilli. Ha già preparato anche gli esponenti del suo partito a mantenere la calma ed a pensare esclusivamente al colloquio con gli elettori. E’ la prima volta che gli italiani sono chiamati a votare per le elezioni politiche all’inizio dell’autunno e per la prima volta la campagna elettorale (se non si vuole aspettare gli ultimi giorni) si svolgerà anche sulle spiagge, tra i monti e negli agriturismo.

Intanto, zitta zitta, ma nemmeno di nascosto, la Meloni sta curando rapporti diretti con il mondo dell’imprenditoria, della finanza, della società civile. Presiedere poi a livello europeo il gruppo parlamentare dei conservatori le allontanano, nei settori che contano, le accuse di populismo e di neofascismo (niente a che fare con Marine Le Pen ed altri esponenti delle destre continentali, anche se c’è vicinanza con la spagnola Vox e con il premier ungherese Viktor Orban, fino a poco tempo fa nel PPE).

Enrico Letta lo ha capito da tempo che la disfida elettorale sarà soprattutto tra il PD e FdI, che rappresentano le forze trainanti del centrosinistra e del centrodestra. Da qui sia i frequenti incontri pubblici con la Meloni, sia le sue dichiarazioni tese a catturare il voto dei moderati, definendo Berlusconi e Salvini dei semplici “gregari” della sua antagonista. Anche se la campagna elettorale non è ancora ufficialmente iniziata, i vertici del Pd e fiancheggiatori hanno cominciato a cercare nel passato della leader della destra frasi compromettenti o quanto meno sbagliate per accreditarla come una populista, sovranista e neofascista. Sarà un compito duro, perché la Meloni sa rispondere colpo su colpo. E lo ha dimostrato varie volte in questi anni, dimostrando una coerenza di posizioni che, a quanto pare, larga parte dell’elettorato vuole premiare.

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