Elezioni: con la riforma costituzionale più difficile maggioranza solida – GRAFICO

Come ha spiegato Roberto D’Alimonte sul "Sole 24 ore" per ottenere 102 seggi – una maggioranza risicatissima e con cui sarebbe difficile governare – una coalizione dovrebbe essere votata dal 44 per cento degli italiani nella quota proporzionale, e vincere nel 65 per cento dei collegi maggioritari

Le elezioni del prossimo 25 settembre sanciranno la nuova composizione del Parlamento: con la riforma costituzionale varata nel settembre del 2020, infatti, i seggi della Camera si riducono da 630 a 400, mentre quelli del Senato passano da 315 a 200.

L’impianto della legge è sostanzialmente identico alla Camera e al Senato, e si configura come un sistema elettorale misto. Per entrambe le Camere, il 37 per cento dei seggi (147 alla Camera e 74 al Senato) viene attribuito in base ad un sistema maggioritario a turno unico, in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio è eletto il candidato più votato, secondo il sistema detto “uninominale secco”.

Il 61 per cento dei seggi (253 alla Camera e 122 al Senato) è invece ripartito proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le soglie di sbarramento nazionali: il 3 per cento per le liste singole, il 10 per cento per le coalizioni. Per queste ultime, tuttavia, non si contano i voti dei partiti che non abbiano raggiunto almeno l’1 per cento. Il 2 per cento dei seggi infine (otto deputati e quattro senatori), è destinato al voto degli italiani residenti all’estero e viene assegnato con un sistema proporzionale che prevede il voto di preferenza.

Cruciale, per determinare la vittoria di una coalizione, sarà dunque l’esito del voto nei collegi assegnati in base alla quota maggioritaria. Come ha spiegato Roberto D’Alimonte sul “Sole 24 ore”, infatti, per ottenere 102 seggi – una maggioranza risicatissima e con cui sarebbe difficile governare – una coalizione dovrebbe essere votata dal 44 per cento degli italiani nella quota proporzionale, e vincere nel 65 per cento dei collegi maggioritari. Un obiettivo tutt’altro che facile.

Nello specifico, per la Camera, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che stabilisce esattamente i seggi spettanti alle circoscrizioni elettorali del territorio nazionale. Esaminando nel dettaglio il decreto, la Lombardia è la regione con il maggior numero di circoscrizioni, ovvero quattro. In particolare, a Lombardia 1 spettano 25 seggi, di cui nove uninominali e 16 proporzionali. Lombardia 2 ha 14 seggi, di cui 5 uninominali e nove proporzionali. Stessa composizione per la circoscrizione Lombardia 3, mentre a Lombardia 4 spettano 11 seggi, suddivisi in quattro uninominali e sette proporzionali. Il Piemonte conta due circoscrizioni: entrambe hanno cinque seggi uninominali, ma Piemonte 1 ha un seggio proporzionale in più (dieci contro nove).

Anche al Lazio spettano due circoscrizioni: la prima con 24 seggi, di cui nove uninominali e 15 proporzionali, e la seconda con 12 seggi, ripartiti in cinque uninominali e sette proporzionali. Stessa suddivisione di circoscrizioni per il Veneto, la Campania e la Sicilia. Veneto 1 conta 13 seggi, suddivisi in cinque uninominali e otto proporzionali, mentre Veneto 2 ha 19 seggi, di cui sette uninominali e 12 proporzionali. Campania 1 arriva a 20 seggi, ripartiti in sette uninominali e 13 proporzionali; Campania 2 ha solo due seggi proporzionali in meno. Le due circoscrizioni della Sicilia contano sei seggi uninominali, ma la prima ha nove seggi proporzionali mentre la seconda ne ha 11. All’Emilia-Romagna spettano 29 seggi, di cui 11 uninominali e 18 proporzionali.

Segue la Puglia con 27, suddivisi in 10 uninominali e 17 proporzionali. La Toscana invece conta 24 seggi, di cui nove uninominali e 15 proporzionali. La Calabria ha 13 seggi, di cui cinque uninominali e otto proporzionali, mentre la Sardegna ha un seggio in meno per tipologia. Dieci seggi per Liguria e Marche, suddivisi in quattro uninominali e sei proporzionali. Solo un seggio uninominale in meno per l’Abruzzo, che ne conta tre. Al Trentino-Alto Adige quattro seggi uninominali e tre proporzionali, mentre il Friuli Venezia Giulia ha un seggio in più, ripartiti in tre uninominali e cinque proporzionali. Sei seggi per l’Umbria, con due uninominali e quattro proporzionali. La Valle d’Aosta possiede solo un seggio uninominale. Stesso numero anche Molise e Basilicata, a cui inoltre spettano rispettivamente uno e tre seggi proporzionali. Alla circoscrizione estera spettano infine otto seggi proporzionali.

Per quanto riguarda il Senato, ogni Regione ha un’unica circoscrizione. La Lombardia è la Regione con il maggior numero di seggi, 31, suddivisi in 11 seggi uninominali e 20 proporzionali. Piemonte ed Emilia-Romagna condividono la stessa composizione: cinque seggi uninominali e nove seggi proporzionali. Solo un seggio proporzionale in meno per la Puglia, che ne ha otto. La Campania ha sette seggi uninominali e 11 proporzionali, per un totale di 18 seggi, così come il Lazio, che ne conta sei uninominali e 12 proporzionali. Il Veneto ne ha uno in meno per tipologia. Sedici seggi anche per la Sicilia, suddivisi in sei uninominali e 10 proporzionali. La Toscana conta 12 seggi, suddivisi in quattro uninominali e otto proporzionali. La metà dei seggi spettano alla Calabria, che ne ha due uninominali e quattro proporzionali. Quattro seggi per Friuli Venezia Giulia e Abruzzo, di cui uno uninominale e tre proporzionali. Liguria, Marche e Sardegna hanno invece un seggio uninominale in più. Umbria e Basilicata possiedono un seggio uninominale e due proporzionali, con il Molise che ha un seggio proporzionale in meno. Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige hanno rispettivamente uno e sei seggi uninominali, senza possedere seggi proporzionali. Infine, alla circoscrizione estera spettano quattro seggi proporzionali.

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