Elezioni: incontro Letta-Calenda. Il leader di Azione: “Veniamo con spirito costruttivo”

"Siamo gli unici talmente liberi e coraggiosi che andiamo anche da soli a fare il terzo polo", ribadisce intanto Matteo Renzi

È in corso al gruppo Pd della Camera l’incontro fra il segretario del Pd Enrico Letta e il leader di Azione, Carlo Calenda. Per il Pd partecipano anche le capigruppo di Camera e Senato, Debora Serracchiani e Simona Malpezzi, e il coordinatore della segreteria, Marco Meloni. Per Più Europa ci sono Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi.

“Veniamo con spirito costruttivo, non è difficile se c’è la volontà”, ha detto il leader di Azione entrando a Montecitorio. “Vediamo se troviamo un accordo sugli uninominali oppure no”, ha detto Benedetto Della Vedova.

“Siamo gli unici talmente liberi e coraggiosi che andiamo anche da soli a fare il terzo polo”, ribadisce intanto Matteo Renzi parlando a Rtl. Il leader di Iv ritiene una “ottima idea” poterlo fare con Carlo Calenda. Ma – aggiunge -“non voglio pretendere di decidere le cose degli altri. Preferisco stare sui contenuti. Ma il punto vero è che ciascuno fa i suoi conti, da una parte c’è la necessità di raccontare un progetto credibile ai cittadini e dall’altra dire: ‘se stiamo insieme sono più tranquillo perché so quanti seggi scattano'”.

Ieri il leader di Azione ha proposto al segretario Pd: “Vediamoci con Più Europa e chiudiamo in un senso o nell’altro”. Letta ha raccolto: “Incontriamoci, ma senza preclusioni, no ai veti e no alle sportellate”. Le condizioni poste da Calenda riguardano i collegi uninominali: per non scoraggiare i suoi elettori, Azione non vuole come candidati Luigi Di Maio, il segretario di Si Nicola Fratoianni e il co-portavoce dei Verdi Andrea Bonelli: “Se la risposta sarà ‘No’ allora, caro Enrico Letta, la responsabilità della rottura sarà interamente tua”, spiega senza giri di parole Carlo Calenda.

Il segretario del Pd replica lanciando un appello: “Si proceda, senza veti reciproci, a costruire un’alleanza”, perché “ogni divisione rappresenterebbe un regalo alla destra”. Poi la replica sui candidati bocciati dal leader di Azione: “Questo tema del dare diritto di tribuna alle diverse anime del centrosinistra non è da dileggio o da prenderci in giro”, perché “l’impegno del Pd è costruire alleanze che siano larghe e che ci consentano di essere forti e competitivi: noi vogliamo vincere, non partecipare”. Che poi non è solo un fatto di nomi. “Azione e Più Europa sono stimati al 4,4% in coalizione col Pd – calcola YouTrend – invece al 3,3% fuori dal centrosinistra”. Ma è anche vero che una mancata alleanza costerebbe 16 collegi a centrosinistra e Azione/+Europa.

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