Elezioni Lazio: le possibili mosse di Zingaretti

Sovrapposizioni di trattative nel PD tra le elezioni nel Lazio e le prossime politiche, con il dubbio M5S e lo sguardo a cosa accade a Sinistra e al Centro

Se Zingaretti confermerà la sua candidatura con conseguente possibile elezione come deputato, allora dovrebbe dimettersi da presidente della Regione Lazio nei primi giorni del mese di ottobre, ovvero prima dell’insediamento delle neo elette Camere.

Si tratta, comunque, di una decisione del Presidente della Regione stessa, quella di dimettersi al momento della firma sulla candidatura al Parlamento oppure, secondo fonti vicine a Zingaretti e pare come da accordi già stabiliti, decidere nei 30 giorni successivi all’elezione, calcolando che per il 13 ottobre è previsto l’insediamento delle nuove Camere.

Al momento delle dimissioni di Zingaretti, sarà il vice Presidente della Regione Lazio, Daniele Leodori che dovrà indire entro 90 giorni le elezioni regionali, pertanto molto probabilmente si dovrebbe votare nel mese di gennaio.

Per quel che riguarda gli equilibri politici, nel Lazio, si deve fare i conti con gli aspetti della politica nazionale dove l’alleanza tra PD e M5S è ormai naufragata e, ascoltando i diretti interessati sarà anche difficile ripristinarla.

Va tenuto presente ciò che è accaduto sul territorio dove, invece, l’accordo ha retto e “serve” per poter sperare di vincere le prossime elezioni, ma ovviamente la politica ci ha insegnato che il vento cambia rapidamente anche se nella regione della Capitale si avverte la necessità di mantenere l’alleanza tra i due maggiori partiti del centro sinistra, visto che nella ormai uscente giunta di Zingaretti sono tutti insieme da LEU ad Azione e Italia Viva. Pertanto mantenere una grande coalizione di centro sinistra progressista e riformista sarà un valore aggiunto, quindi la sensazione è che si proverà a tenerla insieme, calcolando che non per forza la politica dei territori dovrà combaciare con le dinamiche nazionali.

Inoltre va ricordato che le regionali sono su un turno unico di voto, senza ballottaggio, e basterà anche un solo voto in più per eleggere il prossimo Presidente, per cui ogni partito (anche con percentuali sotto l’1%) potrebbe aver un peso specifico importante ed essere decisivo nella contesa elettorale, la sensazione è che questo aspetto conterà molto nel centro sinistra.

 

 

Approfondimento nel dossier

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna