Elezioni: Zingaretti, con vittoria centrodestra Paese tornerebbe “italietta”

Il presidente della Regione Lazio, in una lunga intervista, ha attaccato la Lega, definita "giustizialista con gli avversari" per il video "osceno" sul caso Ruberti. Mentre sulla possibilità che si ricostruisca un'alleanza Pd-M5s dopo le elezioni ha detto che "restano aperti tutti gli scenari"

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti nel corso della presentazione del piano di investimento da 100 milioni di euro per riqualificare il litorale romano.

Se il centrodestra vincesse le elezioni il Paese tornerete un’ “italiota” non credibile. A dirlo è il presidente della Regione Lazio e candidato per il Pd alla Camera, Nicola Zingaretti, spite a “Radio Capital”, rispondendo a chi gli chiedeva se la posizione dell’Italia sulla guerra in Ucraina potesse cambiare con la vittoria del centrodestra alle prossime elezioni.

“Temo l’illusione – ha detto – che urlando si conta di più, ma noi abbiamo dimostrato con Gentiloni, Sassoli e Mario Draghi che l’Italia autorevole e forte l’Europa la guida e quando stanno arrivando milione di euro, in parte a debito, per risollevare la nostra economia e si cominciano ad apporre i ‘se’, i ‘ma’ e i ‘forse’ tremo, perchè vedo il ritorno di una ‘italietta’ che non è credibile”.

Sulla possibilità che si ricostruisca un’alleanza Pd-M5s dopo le elezioni, “io lotto per Letta presidente del consiglio e siccome questa legge elettorale maledetta può aprire tanti scenari, in queste ore, un indebolimento soprattutto dei partiti più piccoli del centrodestra, tiene aperti tutti gli scenari anche quelli che possono determinare una situazione parlamentare nella quale il Pd, con Enrico Letta, può guidare questo Paese”.

Ha poi attaccato la Lega per il video-spot elettorale sul caso di Albino Ruberti, ex capo di gabinetto del Comune di Roma “è osceno e conferma un altro elemento inquietante della destra italiana: è aggressiva e giustizialista”.

La Lega ha lanciato sui social un video spot sul caso della lite avvenuta a Frosinone nel mese di agosto con protagonista Albino Ruberti, ex capo di gabinetto del sindaco Roberto Gualtieri e dello stesso governatore Zingaretti, con lo slogan: “Accendiamo la luce dopo le tenebre del Pd”.

“La Lega ha raccolto firme per il referendum sulla giustizia nel nome del garantismo e poi utilizza una vicenda che riguarda delle persone in chiave giustizialista – ha continuato Zingaretti -. Questo conferma una pericolosa deriva della destra che è aggressiva e giustizialista con gli avversari e garantista quando le procure aprono le inchieste per i loro eletti o membri della destra. Questo è un altro piccolo vizio. Io sono un garantista, in questo caso non so se ci sono indagini, è stato un fatto grave per cui Ruberti se ne è assunto totalmente la responsabilità – ha aggiunto -. Trasformarlo in un’offensiva mediatica ed elettorale giustizialista, che distrugge gli esseri umani, la trovo una vergogna”.

Una stoccata anche per l’alleanza del Terzo Polo Renzi-Calenda. “Serve soprattutto a loro per motivi di visibilità, ma non serve ai fini di una prospettiva di governo per il nostro Paese perché in un sistema maggioritario vince chi arriva primo”.

“La sfida nei collegi è tra due poli, centrodestra e centrosinistra. Ricordo che Matteo Renzi ha fatto di tutto per mantenere questa legge elettorale e non avere il proporzionale. Alla luce di questa legge elettorale il Terzo Polo non è primo o secondo in nessun collegio”, ha concluso.

Infine, si è rivolto alla principale avversaria, la leader di FdI Giorgia Meloni. Quando l’Europa dice che Orban ha indebolito la democrazia ungherese “sbaglia Giorgia Meloni a rispondere che ha vinto le elezioni e fa come gli pare, perché nelle democrazie non è vero che chi vince le elezioni fa come gli pare: tutti coloro che hanno responsabilità di governo devono rispettare le leggi. Ci sono equivoci che sarebbe bene venissero chiariti”.

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