Emergenza energia: Camilli, “bisogna fare di più per evitare il blocco delle aziende”

"I prezzi del gas hanno toccato livelli insostenibili con un quadro geopolitico molto complesso, forti tensioni sui mercati, la speculazione che spinge sui prezzi. Insomma, sembra una tempesta perfetta, anche se in questa congiuntura difficile l'esecutivo ha fatto il possibile, non si è mosso male", ha detto il presidente di Unindustria in un'intervista rilasciata al Messaggero

Il governo Draghi “ha fatto tanto per affrontare l’emergenza energia, ma la situazione attuale è ancora esplosiva, anzi sta peggiorando, sembra una tempesta perfetta. Bisogna fare di più per evitare il blocco delle aziende e fortissime ripercussioni sulle bollette delle famiglie”. Lo ha dichiarato il presidente di Unindustria, Angelo Camilli, in una intervista rilasciata al quotidiano “Il Messaggero”, nella quale esprime forte preoccupazione per il continuo aumento dei prezzi del gas e le tensioni crescenti “soprattutto in una fase politica in cui c’è il rischio di un vuoto di potere, vista l’imminenza delle elezioni e il governo impegnato nella sola gestione corrente”, ha spiegato.

“Da tempo sosteniamo che la questione energetica è prioritaria e che va affrontata in maniera strutturale, non con misure tampone o una tantum – ha sottolineato Camilli -. I prezzi del gas hanno toccato livelli insostenibili con un quadro geopolitico molto complesso, forti tensioni sui mercati, la speculazione che spinge sui prezzi. Insomma, sembra una tempesta perfetta, anche se in questa congiuntura difficile l’esecutivo ha fatto il possibile, non si è mosso male. Nonostante le buone intenzioni – ha proseguito – serviranno altri interventi, altre misure. L’emergenza è altissima. Anche perché la diversificazione delle fonti energetiche avviata da Draghi impiegherà del tempo per andare a regime e svincolarci dalla dipendenza dalla Russia. Se i prezzi continueranno ad aumentare, come più che probabile, il quadro cambierà ancora e i provvedimenti fin qui presi saranno di fatto obsoleti. Andranno riviste tutte le misure, potenziandole”.

La situazione potrebbe migliorare “confermando i crediti d’imposta, l’azzeramento degli oneri di sistema, gli aiuti alle famiglie e trovando altri fondi in bilancio. Le imprese, che hanno lanciato da tempo un grido d’allarme, rischiano di andare al tappeto. Intere filiere industriali, siderurgia, settore della carta, ceramiche, insomma la manifattura in genere, rischiano di chiudere”, ha evidenziato Camilli.

“Molte aziende hanno già ridotto la produzione, altre lavorano solo di notte per risparmiare pagare meno l’energia, altre purtroppo sono sull’orlo della crisi”, ha aggiunto. E riguardo al tetto al prezzo del gas a livello Ue proposto da Draghi, il presidente Camilli ha affermato: “Sarebbe un ottimo risultato, ma l’Europa purtroppo è ancora molto divisa. In attesa di un intervento coordinato di Bruxelles, sarebbe utile mettere un tetto al prezzo del gas a livello nazionale.

Inoltre moratorie selettive per sostenere i settori più in difficoltà, evitare possibili fallimenti. Accanto alla manifattura – ha aggiunto – soffrono anche altri settori di cui poco si parla. Penso al digitale, che consuma tanta energia, come al settore delle telecomunicazioni, al settore chimico farmaceutico, il settore delle gomme e plastiche, il settore estrattivo o al comparto alberghiero. Comparti che vanno tutelati, che creano occupazione e danno impulso al Pil. Penso a delle moratorie soprattutto per le Pmi che più soffrono per l’aumento delle tariffe. Per quanto riguarda il piano di razionamenti proposto – ha proseguito -, questo non deve, però, riguardare solo le imprese. Credo sia utile anche su questo fronte agire in fretta, come resto già fatto in Germania. Anche pensare a misure straordinarie come, a esempio, una Cig (cassa integrazione) per l’energia, come fatto per la Cig-Covid, potrebbe essere importante per sostenere aiutare le aziende. Così come sarebbe di grande importanza – ha concluso Camilli – che anche i territori dessero un loro contributo, penso per esempio per quanto riguarda la nostra regione, che sia importante varare al più presto un piano regionale sull’energia per accelerare sulle semplificazioni, utilizzare al meglio i fondi europei e promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili”.

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