Expo 2030: Scaccabarozzi, “su Roma ricaduta economica di 45 miliardi”

Il vincitore si conoscerà a novembre 2023, ma già a febbraio una delegazione del Bie (Bureau international des expositions) verrà nella capitale per testare il livello di partecipazione e motivazione dei romani davanti alla possibilità di ospitare un evento di portata mondiale. Per questo - per il presidente della Fondazione Expo 2030 - "è necessario cominciare subito a lanciare campagne d’informazione nelle scuole, ma anche negli uffici, nelle aziende"

photo credit: /www.un-industria.it/

Entra nel vivo il piano organizzativo per affrontare la sfida della candidatura di Roma a Expo 2030. Lo scrive il dorso locale del Corriere della Sera. A una settimana dalla nascita della fondazione che sosterrà il Comitato promotore istituzionale (al suo interno 7 realtà associative del territorio: Unindustria, Cna, Coldiretti, Confcommercio, Federlazio, Ance Roma-Acer e Confesercenti) – si legge sulle pagine romane del Corsera – il presidente Massimo Scaccabarozzi, per 11 anni alla guida di Farmaindustria, ha tracciato le priorità: “Lavorare sulla consapevolezza dei cittadini romani perché conoscano l’impatto di questo evento: è stata stimata una ricaduta economica durante e ‘post’ di 45 miliardi di euro, e una stretta collaborazione con Regione e Comune per superare le disfunzioni della Capitale, in primis rifiuti e trasporti”.

Oltre a Roma, alla corsa per la sede dell’Expo 2030 concorrono Riyhad in Arabia Saudita, Busan nella Corea del Sud e Odessa in Ucraina. Il vincitore – scrive il Corriere – si conoscerà a novembre 2023, ma già a febbraio una delegazione del Bie (Bureau international des expositions) verrà qui per testare il livello di partecipazione e motivazione dei romani davanti alla possibilità di ospitare un evento di portata mondiale. “Arriveranno operatori del bureau che attraverseranno liberamente la città e chiederanno ai ragazzi, alle famiglie, a chiunque, cosa pensi dell’Expo per capire se siano consapevoli di cosa significhi per Roma — ha spiegato il presidente della Fondazione Expo 2030 —. Per questo è necessario cominciare subito a lanciare campagne d’informazione nelle scuole, ma anche negli uffici, nelle aziende, esporre il logo dell’Expo in luoghi pubblici rilevanti e, perché no, passarlo in tv e pensare a reclutare anche qualche influencer di livello internazionale”.

Per quanto riguarda la caduta del governo e quindi l’assenza dell’appoggio del premier Draghi, per Scaccabarozzi – scrive il quotidiano – “è un fatto che non deve e non può avere un’incidenza decisiva perché, come ha detto il presidente del Comitato promotore, Giampiero Massuolo, ‘i governi si alternano, ma questa è un’occasione per il Paese, per l’Italia, una sfida che deve partire dal basso e rappresentare un’opportunità d’inclusione'”.

Di fronte agli annosi problemi della capitale – sporcizia, degrado, scarsa qualità della viabilità, elementi che avviliscono i cittadini, spesso increduli che si possa pensare di esporsi al mondo intero (sono previsti 34,7 milioni di potenziali visitatori) in queste condizioni, – Scaccabarozzi si è detto convinto che “lavorando con le istituzioni locali e potendo contare sull’appoggio degli imprenditori e del settore privato, questa candidatura rappresenterà il volano per affrontare e risolvere le criticità che affliggono la capitale” .

A questo proposito è stato portato l’esempio di Milano che ha fatto questo percorso e oggi è una città diversa, più ricca, cosmopolita e migliore di quella che fosse prima di Expo 2015. In questa direzione, le prime iniziative in agenda saranno: “Rigenerazione della struttura urbana deteriorata, ridisegno delle modalità di trasporto, ritessitura delle relazioni con l’ambiente e il paesaggio e potenziamento della rete di produzione culturale”.

Insomma, se raggiungeremo l’obiettivo, vincerà anche Roma. “Dobbiamo pensare anche al sogno interrotto dell’Expo 1942 che naufragò con la guerra — ha ricordato al Corriere il presidente —. Uno stop che però non impedì alla città di svilupparsi e estendersi verso il mare: senza quell’occasione, l’Eur non esisterebbe”. È stato infine portato l’esempio della Ryder’s Cup di golf che l’anno prossimo si terrà a Guidonia superando tutte le iniziali perplessità e poi gli “esami” di giurie molto severe e che, oltre al valore sportivo e turistico, avrà il merito di aver portato a termine il raddoppio della via Tiburtina.

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