Federalberghi Roma si appella a Draghi: punti su turismo

Come asset strategico. Necci: indotto generato da filiera si aggira intorno al 15% del Pil

Il turismo ha necessità di investimenti in infrastrutture, formazione ed una politica di indirizzo nazionale che permetta di considerare il turismo come asset strategico. In questo, un governo a spiccata matrice europeista può essere davvero la svolta”. Lo scrive Roberto Necci, Presidente del Centro Studi Federalberghi Roma, in un editoriale pubblicato su labparlamento.it. “Il turismo – spiega il vice presidente di Federalberghi Roma – rappresenta uno degli asset fondamentali del nostro Paese, sia come incidenza sulla produzione industriale che come assorbimento di forza lavoro. Secondo le rilevazioni della Banca d’Italia l’indotto generato dalla intera filiera del turismo si aggira intorno al 15 % del Prodotto Interno Lordo, la filiera impiega almeno 3,5 mln di lavoratori”.

Con la crisi generata da Covid “il governo ha garantito da subito all’associazionismo di categoria, rappresentato per il settore alberghiero dalla Federalberghi, un’interlocuzione sin dai primi giorni del lockdown e alcuni interventi sono stati messi in campo: dall’assistenza al reddito per la forza lavoro all’eliminazione di alcune tasse, sino al fondo perduto che tuttavia non è stato all’altezza delle necessità delle aziende alberghiere che, come noto anche da chiuse costano molto”.

“E’ presumibile quindi che l’Italia, con l’aiuto dei finanziamenti messi a disposizione dell’Europa, possa finanziare i settori strategici per il suo futuro ed è altresì evidente che un settore che pesa come si è detto il 15% della produzione industriale e offre lavoro a 3,5 milioni di persone non può non essere considerato come strategico per una eventuale ripresa”, conclude Necci.

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