Fiepet confesercenti: dehors in armonia con architettura Roma

Ordine Architetti: pronti a supporto Campidoglio. Presidente I Municipio: 500 richieste su 3000 già bocciate

“Anche in queste ultime settimane sui dehors si e’ detto troppo spesso tutto e il contrario di tutto. In particolare, nei confronti dei pubblici esercizi capitolini si continua ad utilizzare impropriamente l’espressione ‘tavolino selvaggio’. Ricordo con piacere che l’attuale sindaco Gualtieri, proprio in campagna elettorale, aveva manifestato la volonta’ di riscrivere una norma che potesse venire incontro alle esigenze della categoria nel rispetto dei residenti, con inserimento di aree pedonali, seguendo il motto ‘meglio un tavolino che una macchina’ da noi ripreso in piu’ occasioni. Forse, dovremmo ripartire da qui: scrivendo la parola fine alla demonizzazione delle Osp che certo non possono essere la causa di tutti i mali della citta’, degrado in primis”. Lo ha dichiarato Claudio Pica – presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio – intervenuto questa mattina al convegno su dehors, decoro e turismo presso la Casa dell’Architettura.

“Come Fiepet-Confesercenti siamo per la salvaguardia dei siti archeologici, un rilancio della Capitale – sia sotto il profilo culturale che turistico – che tenga conto anche degli spazi esterni dei pubblici esercizi in continuita’ e armonia con l’architettura cittadina. Ma per fare questo riteniamo necessario un lavoro sinergico tra Amministrazione, associazioni di categoria e Sovrintendenza che porti alla realizzazione di nuovo catalogo degli arredi, a un regolamento ex-novo delle Osp e ad un superamento dei piani di massima occupabilita’ (Pmo). Un tavolo istituzionale aperto dove portare proposte, e tra queste lanciamo l’impegno da parte degli operatori a pulire non solo la propria Osp ma anche spazi limitrofi in cambio di piccoli incentivi come ad esempio la riduzione della Tari. Inoltre, pensare ad un aumento della tariffa unificata che attualmente e’ presente nel bilancio comunale e mette sullo stesso piano spazi Osp su piazze del centro di Roma con spazi Osp su zone periferiche o di minore pregio. Infine, reimpiegare una pare di questi soldi per interventi di manutenzione e riqualificazione delle aree verdi della nostra citta’”, ha concluso Claudio Pica.

Diventare promotori di un tavolo di confronto su domande, offerte e soluzioni per coniugare le esigenze del Comune di Roma, dei commercianti e degli abitanti sulla questione dell’occupazione del suolo pubblico: è poi la proposta del presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Alessandro Panci. “Una norma nata per aiutare gli esercizi commerciali in un’ottica di socialità, oggi è diventata solo un problema di legalità – ha lamentato Lorenza Bonaccorsi, presidente del I Municipio di Roma, riferendosi alla possibilità per gli esercizi di somministrazione di dotarsi di dehors per ‘recuperare’ chiusure e inagibilità degli spazi interni a causa della pandemia -. Tra le 3mila richieste per occupazione di suolo pubblico arrivate, già 500 sono state bocciate”, conclude Bonaccorsi: “Non possiamo cancellare i due anni di distanziamento sociale e ripristinare la legalità: qualcosa è successo, lavoriamo in un’ottica di trasformazione della città”.

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