Fiere: la formula per dare la scossa al turismo di Roma

Nonostante un patrimonio artistico che non ha uguali al mondo, Roma si colloca soltanto al 13esimo posto nella classifica internazionale dei viaggiatori stranieri. Cresce la domanda di eventi economici. Iniziative dei giovani di Confindustria-Lazio

 

Secondo le ultime statistiche di Euromonitor International, nonostante un patrimonio artistico che non ha uguali al mondo, Roma è solo al 13mo posto nella classifica mondiale dei viaggiatori stranieri con 9,5 milioni: la metà di Londra, e 5 milioni meno di Parigi, che ha il primato per numero di congressi e partecipanti.

A Milano nel 2015, grazie all’Expo, i turisti esteri sono raddoppiati a 6,6 milioni. Anche a Venezia l’affluenza dall’estero è aumentata del 10 per cento. La Capitale, invece, da anni non registra particolari incrementi.

Non basta contare i monumenti o il paesaggio per far crescere i viaggiatori stranieri; per competere con le Capitali mondiali occorre disporre anche di un’offerta di servizi e di eventi, come avviene da Hong Kong a Singapore, in testa per accessibilità, intermodalità e trasporti green.

E’ pur vero che, al di là del traffico congestionato, di trasporti vecchi e dell’alto tasso di inquinamento, Roma sconta la crisi in cui da anni versa la Fiera e soffre, almeno prima dell’arrivo della ‘’Nuvola’’, di adeguati spazi per il turismo congressuale, in grado di generare un importante indotto nelle economie di tutta la città.

Comunque la Fiera di Roma, oltre ai problemi finanziari dovuti a un progetto di sviluppo faraonico, deve riuscire anche a superare lo svantaggio di non avere un distretto industriale alle porte, sul quale possono contare Milano, Verona, Bari e Bologna.

Tuttavia lo sviluppo dell’innovazione che sta caratterizzando il tessuto imprenditoriale della capitale può essere un volano per il rilancio. Su questa linea si sta muovendo la Consulta Giovani industriali della Confindustria-Lazio che sta operando per realizzare un polo produttivo per gli incubatori romani di aziende ed enti di ricerca, coworking in cui i professionisti possano vivere a diretto contatto con i potenziali clienti emergenti. Questo polo per l’economia giovanile dovrebbe nascere attraverso un project financing pubblico privato, con una parte a partecipazione associativa. Sull’esempio di Parigi dove grazie a un partenariato pubblico-privato è nato da qualche anno il più grande ecosistema di start up innovative.

Tanto che la Fiera di Roma comincia a cogliere queste opportunità ospitando la prima edizione di un nuovo Tech event internazionale, Blast 2017, con Samsung come Gold Partner,  dedicato all’incontro tra startup, investitori, aziende, incubatori, acceleratori e media.

Mentre la ‘’Nuvola’’, accantonata la polemica sul costo stratosferico, sta diventando a pieno titolo un nuovo attore per l’offerta di spazi congressuali in grado di accogliere da 600 a 6000 persone. L’obbiettivo è quello di far salire Roma, ora solo al 18mo posto, nella classifica dei Congressi ospitati e dei partecipanti.

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