Finanza personale: il trading on line sempre più diffuso anche tra gli investitori italiani

Al 31 Marzo il broker online ha raggiunto la ragguardevole cifra di 28 milioni e mezzo di utenti registrati in più di 100 paesi in tutto il mondo

Il numero di risparmiatori che porta avanti un’attività di trading è in continua crescita, come testimoniano le statistiche rilasciate dai player più importanti operanti nel settore dell’intermediazione finanziaria. Analizzando i dati presentati da eToro, un vero e proprio benchmark nel campo degli investimenti online, si può stimare un andamento medio generale, partendo da una fotografia della situazione della società relativa al primo trimestre dell’anno: al 31 Marzo il broker online ha raggiunto la ragguardevole cifra di 28 milioni e mezzo di utenti registrati in più di 100 paesi in tutto il mondo, con una massiccia predominanza in Europa e Regno Unito -il 71% degli accessi è riferibile al vecchio continente-, ma con una crescita significativa anche negli Stati Uniti. Naturalmente il fenomeno che ha visto aumentare sensibilmente il numero di trader orientati alla speculazione ha interessato anche gli investitori italiani.

Le motivazioni sono ascrivibili a due filoni principali, uno congiunturale e uno tendenziale: il primo fa riferimento ad un contesto generale in cui l’instabilità dei mercati finanziari ha penalizzato fortemente le allocazioni statiche di portafoglio, favorendo al contempo la speculazione di breve termine; il secondo invece fa riferimento ad una prassi ormai consolidata dalle modalità con cui si può implementare un approccio di questo tipo sulle varie piazze di scambio; difatti, rispetto al passato, iniziare a muovere i primi passi nel mondo del trading online è estremamente semplice e, soprattutto, alla portata di chiunque grazie ai mezzi messi a disposizione da alcuni intermediari.

L’aspetto più interessante del trading on line è individuabile nella possibilità di disporre le operazioni di compravendita in qualunque luogo ci si trovi. Come molti sapranno, è sufficiente, oltre ad aver attivato un account di investimento, possedere un personal computer e una connessione ad internet; anzi con l’offerta massiccia di App dedicate per dispositivi mobili, rilasciate da tutte le società di intermediazione, si può affermare tranquillamente che la situazione del portafoglio personale e gli aggiornamenti sull’andamento dei mercati finanziari sono sempre a portata di mano. Tuttavia la svolta definitiva al settore è stata data dai broker, in quanto tali soggetti operanti sui circuiti decentralizzati, hanno messo per primi a disposizione dei propri iscritti piattaforme di negoziazione all’avanguardia senza richiedere costi di gestione e capitali iniziali particolarmente elevati.

Broker online: risorse didattiche e sistemi di trading sharing

Tra coloro che beneficiano in maggior misura dei servizi dei broker online sono da annoverare i trader principianti, poiché grazie alla strumentazione, che viene loro fornita, hanno la possibilità di gestire l’operatività in completa autonomia. 

Chi vuole intraprendere un percorso di formazione, per costruire un set di competenze, può usufruire delle risorse didattiche offerte a titolo gratuito nel catalogo prodotti della società, mentre chi non è interessato ad attuare in prima persona le strategie in base alle quali vengono allocate le risorse, può sfruttare i sistemi di trading sharing, ovvero dispositivi che consentono di definire un modus operandi, replicando le idee di investimento condivise da terze parti.

Come selezionare un intermediario autorizzato

È molto importante, indipendentemente dal tipo di approccio si intenda portare avanti, selezionare intermediari finanziari di assoluta affidabilità

Per non incorrere in spiacevoli sorprese, soprattutto nel caso in cui si entri in contatto con determinate realtà in seguito a campagne di marketing, è necessario verificare che i soggetti siano in possesso di tutte le autorizzazioni rilasciate dagli Organi di Vigilanza: per procedere in tal senso, è sufficiente accedere al sito ufficiale di tali Istituti -la figura di riferimento in Italia è la Consob– e assicurarsi dell’esistenza della licenza per erogare servizi di intermediazione nell’area geografica di residenza.

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