Gelmini: Roma protagonista con G20, pronti a Giubileo e a candidatura Expo

"Capitale abbia potestà legislativa. Simmetrica come ambito materiale a quella della Regione Lazio"

“Se avessimo avuto necessita’ di comprendere le ragioni per le quali Roma merita uno status diverso e maggiori poteri, basterebbe rivedere i filmati di questi ultimi giorni. La nostra Capitale e’ stata una straordinaria vetrina mondiale e un palcoscenico d’eccezione per il G20 a presidenza italiana”. Lo ha detto Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, nel corso della sua audizione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, sulla riforma di Roma Capitale.

“Le immagini dei leader della Terra riuniti a Roma rappresentano anche un grande veicolo promozionale per l’intero Paese – ha affermato -. Dobbiamo fare in modo che il prossimo appuntamento in cui Roma sara’ chiamata ad una nuova, se non maggiore, sfida, il Giubileo del 2025 consegua analoghi risultati. Con la speranza poi che la candidatura per l’Expo 2030 possa andare a buon esito”.

“Con specifico riguardo alla potestà legislativa, che la Commissione condivide debba essere assegnata a Roma, il modello ritenuto preferibile è quello della cosiddetta ‘legislazione per differenza’, o ‘derogatoria’, che si rinviene in alcune esperienze comparatistiche, a cominciare da quelle dell’ordinamento tedesco e, per alcuni profili, del diritto eurounitario”. Lo ha detto Mariastella Gelmini sulla riforma di Roma Capitale.

“Meglio precisando, la soluzione suggerita consiste nell’attribuzione a Roma Capitale di una potestà legislativa simmetrica come ambito materiale a quella della Regione Lazio – ma con la significativa esclusione della competenza in materia di organizzazione sanitaria, di tutela della salute – ed esercitabile, come ‘verso’, in senso derogatorio rispetto agli atti che ne costituiscono esercizio. Da tale opzione consegue che al territorio di Roma si applicherebbero, di regola, le norme adottate dalla Regione Lazio, fatti salvi i casi in cui Roma Capitale, esercitando la propria potestà legislativa, non escluda tale applicazione o non ne deroghi, relativamente al proprio ordinamento, le prescrizioni, alla luce di specifiche esigenze legate alle peculiarità del suo territorio”.

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